È un appello deciso a istituzioni e datori di lavoro a impegnarsi sul Patto per il Lavoro e per il Clima – Focus Ferrara quello lanciato da Giovanni Verla, segretario provinciale di Fiom-Cgil Ferrara che, davanti all’entrata del Petrolchimico di piazzale Donegani, durante il presidio organizzato per le otto ore di sciopero dei metalmeccanici, sottolinea la necessità di intervenire al più presto per arginare gli effetti di un autunno e di un inverno che, nel Ferrarese soprattutto, si preannunciano caldi con le situazioni critiche di Petrolchimico e Vm Motori.
“La nostra – esordisce – è una provincia che invecchia e che non fa figli, dove la disoccupazione sfiora il 9% e le persone che non cercano più un lavoro sono il 14%. Lo specchio è quello di un territorio che deve vedere le istituzioni e le organizzazioni datoriali prendere responsabilità su quello che sta succedendo, invece che essere spettatrici del declino che stiamo vivendo. Serve parlare del futuro del territorio, di discutere delle politiche strutturali. Di questo c’è bisogno”.
Verla aggiunge: “Abbiamo necessità che il Patto per il Lavoro cammini. Sono state fatte proposte rispetto alla centralità del Polo Chimico, ma anche di quella che deve essere la capacità del Basso Ferrarese, soprattutto dell’area Sipro di Ostellato, che in questi anni ha visto una crescita esponenziale. In quella zona però manca tra le aziende insediate la capacità di fare rete. Abbiamo provato con la contrattazione aziendale a dare una linea, guardando alla formazione e ai percorsi di inserimento, ma alla fine oggi siamo in un punto in cui non c’è dialogo tra le realtà. Dove ci sono siti industriali, dove c’è occupazione, si deve poter fare un ragionamento di sistema”.
“Senza la contrattazione di Fiom e Cgil – spiega – ci sarebbe il precariato a vita. La nostra è una battaglia che deve vedere coinvolti tutti i lavoratori a partire da chi ha il posto fisso. Deve passare il concetto che la precarizzazione è per tutti. Su Vm Motori, il rischio è dire che comunque l’occupazione in termini assoluti viene garantita perché col passaggio di alcuni lavoratori in Maserati c’è un investimento, ma il problema è che noi perdiamo occupazione sul nostro territorio, che non è capace di riassorbire quelle perdite”.
Il segretario dei metalmeccanici ferraresi conclude: “Serve l’impegno delle rappresentanze datoriali, che oggi stanno facendo gli amministratori di condominio, gestendo le singole situazioni senza alcuna visione di sistema, e dei livelli industriali. Le politiche industriali le deve fare il governo. MiSe e Ministero del Lavoro devono attivarsi senza rimpallarsi le crisi da un palazzo all’altro. È necessario che tutti i livelli istituzionali parlino di ciò, fino a quelli comunali, che possono agire almeno dal puto di vista della presa di posizione politica”.
“La Fiom – prende la parola Veronica Tagliati, segretaria Cgil di Ferrara – ha giustamente deciso di estendere lo sciopero, anche per portare a rilevanza pubblica la difficile situazione dell’intero comparto, che riguarda le vicende del Petrolchimico, con un rallentamento della produzione complessiva a causa delle tensioni internazionali e del costo dell’energia, e quelle della Vm Motori. Qui, Stellantis ha dichiarato e confermato la scelta di fermare la produzione dei motori diesel con una ricaduta occupazionale immediata anche sull’indotto del territorio di Cento, per la mancanza di una prospettiva credibile e seria su cui costruire una transizione. La scelta del Polo Chimico come presidio è unificante, simbolo di una provincia che è a forte rischio deindustrializzazione”.
A raccontare della situazione di stallo legata al Petrolchimico è Fausto Chiarioni, segretario Filctem-Cgil Ferrara: “Tutta quella serie di attività che dovevano essere programmate per trovare un accordo tra Versalis e Basell sono bloccate al momento, in attesa che parta il nuovo governo. Ma sembra che le trattative tra le due società stiano andando avanti. Oggi il problema rilevante è legato al fatto che il mercato è fermo per la situazione energetica, colpendo soprattutto le società che si occupano di trasformazione della materia. Siamo in una fase di stabilità negativa all’interno di un quadro che è abbastanza critico. L’amministrazione comunale? Attualmente non c’è nessuna evidenza rispetto al comportamento che il Comune dovrebbe tenere rispetto a un tema delicato come il Polo Chimico. Le istituzioni dovrebbero evidenziare questa necessità di aiuto che persiste, ma non abbiamo nessun elemento di novità in questo senso”.
Forte preoccupazione anche per le sorti dei lavoratori della Vm Motori di Cento, come evidenzia la Pamela Fiorini, rappresentante sindacale aziendale: “Le multinazionali agiscono per mero profitto, senza preoccuparsi dell’occupazione e delle ricadute sociali nei territorio. È dal 2019 che chiediamo piani industriali per avere la riconversione della parte che si occupa di automotive, perchè per fare un motore diverso sappiamo che ci vuole tempo per progettarlo e produrlo. Fino allo scorso 27 settembre non ci hanno risposto. Poi finalmente in un incontro istituzionale l’azienda dice che non c’è nessun tipo di progetto di riconversione, con annesso l’esubero del personale. Si è scatenato il panico“.
“Chiediamo – è la proposta di Fiorini – un piano industriale da cui partire per iniziare un ragionamento con cui fare accordi per le persone che non hanno più possibilità di continuare a lavorare in Vm. Senza questo, non c’è sicurezza per nessuno. L’azienda ha cercato di dividere i lavoratori, di farli preoccupare facendo terrorismo. Dal 2016 al 2022 abbiamo perso 700 posti di lavoro, che non sono mai stati ricollocati. Le nostre lotte devono farci capire che siamo tutti uniti, che siamo tutti collegati. La manifestazione che si terrà sabato (oggi, ndr) a Roma serve proprio per dire a qualsiasi governo ci sarà di fare politiche per la gente. Ci devono ascoltare perché siamo quelli che aiutano il mantenimento dell’Italia”.
In piazzale Donegani era presente anche Samuele Lodi, segretario regionale della Fiom: “Questo presidio è stato una scelta importante, che ha voluto ulteriormente rimarcare il calore e il significato del fondamentale appuntamento a Roma. La situazione di crisi è molto pericolosa e sta avanzando velocemente, e il settore metalmeccanico ne sarà pienamente coinvolto. Stiamo vivendo la quiete prima della tempesta. Non abbiamo la piena consapevolezza di quello che verrà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, ma la situazione sociale è drastica e degenererà. Dobbiamo tornare a discutere per ripristinare il blocco dei licenziamenti e tornare agli ammortizzatori sociali. In più serve nuovamente impegnarsi per rivendicare aumenti salariali che ci salvino dall’inflazione. Abbiamo bisogno dei lavoratori e delle lavoratrici al nostro fianco perchè da soli non riusciamo a risolvere i problemi dell’Italia. Solo con la solidarietà e l’unità possiamo provare ad affrontare i problemi attuali e ridisegnare la società che attualmente non ci piace“.
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