Politica
29 Settembre 2022
Stefano Bigoni (Grande Nord), espulso dal Carroccio nel 2018, critica le scelte locali del gruppo dirigente salviniano: “Hanno fatto il deserto dietro e attorno a loro”

Lega sconfitta, “caduta che viene da lontano”

Stefano Bigoni
di Redazione | 1 min

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Stefano Bigoni

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“In tempi non sospetti ho affermato che con la mediocrità non si va avanti molto e visti i risultati avevo ragione”. A parlare è Stefano Bigoni, oggi coordinatore provinciale di Grande Nord, espulso dalla Lega ferrarese nel 2018, quando era consigliere comunale e Berra, perché critico – e pubblicamente, su Facebook – della svolta nazional-nazionalista impressa da Matteo Salvini.

“Prima o poi tutto arriva al pettine. In provincia hanno distrutto la capillarità delle sezioni, per non parlare delle elezioni locali dove si son viste scelte profondamente sbagliate, arrivando pure lì a risultati scarsi – dice oggi Bigoni, dopo la vittoria del centrodestra alle Politiche, trainata però da FdI che ha drenato elettori alla Lega, partito sconfitto tra i vincenti -. La colpa è di non voler ascoltare i territori, fare scelte inadeguate. La loro caduta politica viene da lontano ed era prevedibile. Senza le radici, senza identità senza fondamenta si costruiscono solo castelli di sabbia. Non ha torto il sindaco Alan Fabbri quando dice ‘ripartiamo dalle radici’, forse occorreva non tagliarle, quelle radici perché, in tutta onestà, hanno fatto il deserto dietro e attorno a loro”.

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