Mer 28 Set 2022 - 1578 visite
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“Erasmus in fuga: una vicenda che non fa onore a Unife”

È lecito dire immediatamente che io non sono uno studente dell’Università di Ferrara, nè lo sono mai stato. Ciò che posso fare è tuttavia esporre la mia esperienza di studente eramsus presso l’Università di Edimburgo ai tempi della mia triennale svolta all’Università di Bologna. Lungi da me portare l’ennesima testimonianza dell’italiano che viaggia un po’ e racconta ai compari del baretto di quartiere come tutto funziona meglio all’estero ma le circostanze necessitano di ciò, per far vedere come un sistema dovrebbe funzionare.

Agli studenti in scambio era fortemente consigliato di fare domanda per un posto in uno dei tantissimi studentati convenzionati con l’Università, che si adoperava per inserire il maggior numero di studenti in scambio nelle sue strutture per evitare loro penose ricerche di affitto in una città a loro sconosciuta seppur certamente non inospitale. Inoltre l’università di Edimburgo offriva uno sportello aperto per otto ore al giorno nel campus principale dove le persone che erano ancora in cerca di una casa potevano recarsi per ottenere informazioni, sia riguardo ad eventuali posti liberi negli studentati sia per i possibili annunci da parte di privati.

Ad ogni studente in scambio era poi offerto un tutor, che oltre a dare consigli sul mondo accademico e universitario poteva dare una mano nella ricerca di casa. So di casi in cui è stato il tutor (ovvero un professore dell’università) a fare da garante per i contratti di affitto.

L’università di Ferrara, in merito al caso degli studenti erasmus costretti a dormire in stazione prima e a lasciare l’Italia poi, ha dichiarato che non è una competenza diretta dell’Università quella di trovare una sistemazione per gli studenti e questo è vero ma vorrei soffermarmi su questo punto in particolare.

Nemmeno l’Università di Edimburgo era tenuta a provvedere a soluzioni per i moltissimi studenti in scambio che ogni anno vi si recano. Eppure ha dato un tetto ad un ferrarese venuto per studiare giapponese tra il 2017 e il 2018 perché chi di dovere era a conoscenza del ruolo dell’Università, che esula dal suo ruolo primario. L’Università è il luogo deputato alla trasmissione della cultura per eccellenza ed è interesse per l’università che a frequentarla siano quante più persone possibili, mettendole nelle condizioni minime per poter frequentare le lezioni, ritrovarsi in un luogo vivace di scambio culturale, apprendere e migliorarsi portando un proprio contributo a ciò che viene insegnato. In una parola, crescere.

Per me l’Erasmus è stata una parte fondamentale della mia esperienza universitaria e di vita in quanto mi ha permesso di entrare in contatto con una nuova concezione di mondo accademico e di ricerca che mi ha spinto a continuare i miei studi oltre la laurea triennale. Devo moltissimo a quei nove mesi all’estero e sapere che decine di ragazzi hanno dovuto rinunciare ad un’esperienza unica e quasi irripetibile mi fa semplicemente infuriare perché mi metto inevitabilmente nei loro panni.

Enrico Breveglieri

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