Attualità
19 Settembre 2022
Grazie agli studi sulla storia del diritto a migrare. Michele Pifferi: “Per me è un privilegio ma anche una sfida”

Criminologia, docente ferrarese a Oxford

di Redazione | 3 min

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Per cinque mesi si confronterà con i massimi esperti di criminologia nella solenne sede di Oxford. Michele Pifferi, 48 anni, docente di Unife, è stato invitato per l’anno corrente e per il prossimo come Leverhulme visiting professor all’Università di Oxford.

Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Ferrara (1999) e il dottorato di ricerca in storia del diritto all’Università di Macerata (2004), Pifferi è stato prima ricercatore (2003-2010) poi professore associato e dal 2017 professore ordinario di storia del diritto medievale e moderno presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara.

Non è certo la prima volta che il docente ferrarese (anche se è nato a Porretta Terme, in provincia di Bologna) varca i confini nazionali grazie al suo lavoro. È stato visiting researcher al Max-Planck-Institut für europäische Rechtsgeschichte di Frankfurt am Main (2002); Emil Noël Fellow (2009) presso lo Jean Monnet Center for International & Regional Economic Law and Justice, New York University School of Law; Robbins Fellow alla Berkeley UC – School of Law (2012); Academic Visitor dell’Oxford Centre for Criminology, University of Oxford (2014 e 2016). Dal 2012 al 2016 è stato coordinatore scientifico di unità di ricerca nell’ambito di un FIR dal titolo Migration Policies and Legal Transplant in the Mediterranean Area: Control Strategies between Colonialism and Post-Colonialism. Dal 2015 al 2017 Alexander von Humboldt Research Fellow presso la facoltà giuridica dell’Università di Amburgo.

È attualmente Pi di un Prin 2017 sul tema Legal History and Mass Migration: Integration, Exclusion, and Criminalization of Migrants in the 19th and 20th Century, membro del comitato editoriale della collana Rechtsgeschichte und Rechtsgeschehen – Italien(LIT Verlag), e del consiglio di redazione della rivista Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno.

E ora Oxford: “per me è un grande onore. La possibilità di confrontarsi con colleghi e studenti stranieri è uno degli aspetti che preferisco del mio lavoro: farlo qui è particolarmente motivante perché gli stimoli sono tanti. La Facoltà di diritto e il Centro di criminologia in cui lavoro hanno iniziative continue, seminari e conferenze con colleghi autorevolissimi che vengono da tutto il mondo”.

“Essere coinvolti in un contesto così qualificato è un privilegio ma anche una sfida – aggiunge -: hanno un metodo di lavoro un po’ diverso dal nostro, più incline al confronto e alla critica ma anche estremamente aperto all’interdisciplinarietà. Trascorrere alcuni mesi in questo contesto, per quanto mi riguarda, è il modo migliore per maturare nuove idee e pensare a futuri progetti, magari da sviluppare con qualche collega che lavora qui”.

Le ricerche di Pifferi riguardano la storia del diritto penale e della criminologia e la storia del diritto di migrare. “Questa è la ragione della mia collaborazione con il Centro di Criminologia e in particolare con la professoressa Mary Bosworth – spiega il docente -, che da alcuni anni dirige un attivissimo gruppo di ricerca chiamato Border Criminologies”.

In questi dieci mesi come visiting professor, Pifferi farà alcune lezioni e seminari di approfondimento storico giuridico sui temi della difesa sociale, della criminologia nei regimi autoritari, del modo in cui recenti approcci storiografici (la storia globale e la storia postcoloniale) possono aprire nuove utili prospettive per la storia del fenomeno migratorio.

“Parte del mio tempo sarà poi dedicato alla ricerca – aggiunge -. Le biblioteche a Oxford sono una miniera e cerco di approfittarne per raccogliere le fonti e il materiale che mi serve per scrivere. Essenziale è anche intessere rapporti di collaborazione con nuovi colleghi o consolidare quelli esistenti: alcuni docenti di Oxford sono già venuti a Ferrara per tenere corsi o cicli di lezioni. Cerco di fare in modo che la mia esperienza qui possa poi avere una ricaduta positiva anche nel Dipartimento di Giurisprudenza”.

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