Cronaca
14 Settembre 2022
Il medico legale Matteo Tudini, incaricato dalla Procura, ha estratto dal corpo della vittima l'ogiva del proiettile esploso da Cazzanti

Effettuata l’autopsia sulla salma di Gregnanini

di Daniele Oppo | 2 min

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È stata effettuata ieri l’autopsia sul corpo di Roberto Gregnanini, l’uomo di 60 anni deceduto venerdì 9 settembre, dopo 6 mesi di lotta per sopravvivere al colpo di pistola esploso contro di lui dal collega Michele Cazzanti, in piazzetta Schiatti, la mattina del 3 marzo.

Le operazioni sono state affidate al medico legale Matteo Tudini, che avrà il compito di stabilire il nesso tra l’aggressione e la morte ed eventuali concause, anche se i dubbi sono pochi.

L’autopsia è stata l’occasione anche per estrarre l’ogiva del proiettile che ha attinto Gregnanini al basso ventre e che non è stata rimossa nelle delicatissime e multiple operazioni subite dalla vittima in questi lunghi mesi. Non è stato possibile determinare il foro d’entrata né il percorso preciso del proiettile proprio per via dei numerosi interventi resisi necessari.

Alle operazioni – che nel complesso avranno una durata di 70 giorni, come richiesto dal consulente della procura – hanno assistito anche altri due medici legali di parte: Manuel Papi, nominato dalla difesa di Cazzanti (avvocato Fabio Anselmo), la cui posizione è passata nel frattempo a quella di indagato per omicidio volontario aggravato; e Lorenzo Marinelli per la parte offesa Ambra Gregnanini, figlia della vittima, assistita dall’avvocato Simone Bianchi.

Al momento, da quanto si apprende, il consulente del pm non si è sbilanciato sul nesso di causalità tra il colpo d’arma da fuoco e la morte, riservandosi di analizzare le carte d’indagine, anche se allo stato non sono stati rilevati altri elementi determinati il decesso, avvenuto per una insufficienza multiorgano.

Non hanno nominato consulenti i fratelli Valeriano e Giancarla né la moglie Paola Trevisani (assistita dall’avvocata Rossella Bighi).

 

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