Gentile Direttore,
i titoli dei media di questi giorni sono pieni di richiami alle preoccupazioni derivanti dalle mega bollette in arrivo e quelle che arriveranno, in prospettiva. I meno informati attribuiscono i forti aumenti alle vicende belliche, in parte vero; anche se non completamente. Altri attribuiscono i forti aumenti (300/400 per cento) al mercato TTf; in parte vero, anche se penso non completamente.
Io credo che, in Italia, i forti aumenti dipendano soprattutto dalla speculazione, che fa comodo anche allo Stato, fino ad ora governato dalla sinistra, più o meno direttamente, in quanto fonte di forti entrate.
Ma com’è possibile pensare che, da noi, gli aumenti del gas, ma anche dell’energia, più in generale, siano due/tre volte maggiori rispetto all’anno precedente, quando all’estero non si registrano tali forti rincari?
A parte le scelte insensate, qualche volta pilotate da referendum sull’onda emotiva di gravi incidenti nucleari, le scelte operate da Governi a guida PD di legarsi al gas russo per rinunciare ad estrarlo in casa nostra, credo che vi sia ben altro: lasciare creare enormi extraprofitti a grandi monopolisti (GSE, ENI, ENEL ecc.) ma anche a grandi e medie utilities, solo per poi tassarle “al minimo contrattuale” per avere poi disponibilità economiche da distribuire sotto forma di “bonus” agli sfortunati utenti ed industrie taglieggiati da costi divenuti, ormai, insostenibili. Scelte tanto care alla sinistra per redistribuire la ricchezza (o la miseria?).
Non parliamo, poi, del metano per autotrazione che in Italia viene venduto ai prezzi più vari: dai 2 euro/Kg. fino ad oltre 5 euro/Kg. Ma com’è possibile pensare che uno Stato serio permetta di vendere la stessa merce ad un prezzo due tre volte superiore da un altro venditore: non si può definire “concorrenza” questa colossale differenza di prezzo. Non solo: ho notato che all’estero il metano per autorazione costa da 1,2 a circa 1,9 euro/Kg., con leggeri aumenti rispetto allo scorso anno.
Siamo in campagna elettorale: ma su questi problemi si sente poco dibattere, se non per le generiche preoccupazioni di “famiglie e imprese”; mentre, invece, sarebbe il caso di sentire proposte concrete tendenti ad appianare le storture del mercato dell’energia in Italia, se non vogliamo trovarci con le industrie che sono costrette a chiudere, in quanto non più concorrenziali per gli alti costi dell’energia, e famiglie impoverite ed al freddo. Credo che scelte coraggiose debbano essere fatte SUBITO, prima che monti una generale rivolta sociale. A meno che, questo non sia un “disegno” preparato per chi si appresta a governare in Italia che, almeno stando ai sondaggi, questa volta potrebbe non essere la solita sinistra, grazie ai giochi di potere con i quali ha saputo stare sempre al governo, anche a fronte di risultati elettorali non proprio favorevoli.
Lucio Maccapani