Nidi, nuova gara e proroga ad Adecco. Sul futuro delle ausiliarie si decide nel 2027
Nuova gara in arrivo per le ausiliarie dei servizi educativi comunali, con una proroga dell'attuale contratto Adecco per coprire il tempo necessario alla procedura
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Oliver Stone arriva a Ferrara. Il regista sarà in città dal 6 all'11 ottobre per un ciclo di iniziative dedicato alla sua storia e al suo cinema. In questa occasione riceverà dall’Università di Ferrara la Laurea Magistrale ad Honorem in Formazione, Comunicazione e Cittadinanza Digitale
La maggioranza approva il progetto ma blinda il bilancio comunale: canoni e costi di gestione dovranno ricadere sui privati
Si aggira attorno ai 200mila euro il valore del bottino della spaccata messa a segno nella notte tra sabato 12 e domenica 13 settembre ai danni della gioielleria dell'Ipercoop Il Castello. La quantificazione del bottino arriva dopo la denuncia presentata nelle scorse ore da Coop Alleanza 3.0, che ha formalizzato l'ammontare dei preziosi sottratti durante il colpo
È passato molto tempo dal mio primo giorno di scuola, ma ricordo ancora bene quegli anni. Da allora il mondo è cambiato profondamente e probabilmente oggi, se tornassi indietro, farei fatica a riconoscerlo

Pasquale Longobucco, presidente della Camera Penale ferrarese
di Pasquale Longobucco*
Recentemente sempre di più diversi articoli di stampa riportano episodi di violenza che si consumerebbero all’interno del carcere della nostra città.
Ovviamente non si è in grado di comprendere a pieno la portata di tali episodi, né le singole cause scatenanti.
Si è tuttavia consapevoli del fatto che, per prevenire tali fenomeni, la soluzione non può essere quella di una “restrizione” generalizzata della quotidianità del detenuto.
Come penalisti – ed in quanto tali conoscitori del contesto carcerario – sappiamo anche che sovente i fenomeni di violenza all’interno delle carceri sono causati dalle sempre piu’ precarie condizioni di vita dei detenuti, e dal contesto in cui opera il personale interno.
Da tempo sosteniamo inoltre, nonostante i continui richiami della Corte Internazionale per i Diritti dell’Uomo, come le nostre carceri continuino ad essere ambienti criminogeni perché sovraffollate, fatiscenti: costantemente in violazione dei più basilari dettami costituzionali.
È noto a tutti che dove c’è illegalità si crea altra illegalità. Non è forse un caso che alcuni fenomeni di violenza in carcere si siano verificati con maggiore intensità nel periodo della pandemia??
Vale a dire, in un momento in cui si sono dovuti adottare provvedimenti per evitare il più possibile i contatti tra gli stessi detenuti e soprattutto le relazioni con quei piccoli frammenti di umanità esterna, come ad esempio i colloqui con i familiari. Noi penalisti abbiamo sempre pensato che, se si vuole fare una vera riforma carceraria, bisogna prima di tutto pensare ad una nuova idea di carcere.
Bisogna incentivare sempre più le misure alterative alla detenzione, perché la certezza della pena non è certezza del carcere. I dati statistici rilevano come la recidiva si manifesti in percentuali molto alte in soggetti che hanno scontato l’intera pena o buona parte di essa in carcere. Al contrario, una percentuale molto più bassa riguarda quei soggetti che hanno beneficiato di misure alternative alla detenzione.
Dall’inizio di quest’anno nelle carceri italiane sono stati registrati 58 casi di suicidio.
Questi dati interessano a qualcuno?
È una vera e propria epidemia per la quale sembra non volersi trovare alcun vaccino. Con una campagna elettorale già alle battute finali, ancora una volta non si può non registrare la pressoché totale assenza dal dibattito pubblico della questione carcere.
Tema, ci si rende conto, scomodo che – in un paese oramai bulimico di propaganda – non attira consensi se non quando si invoca il “tintinnar delle manette” e più carcere per tutti.
* Presidente della Camera Penale Ferrarese
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