Mer 31 Ago 2022 - 1993 visite
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“Anguilla a rischio estinzione”

Mastacchi chiede alla Regione di incrementare le unità dei guardiani vallivi per scongiurare episodi di frodo.

Comacchio. Il capogruppo di Rete Civica – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato all’assemblea legislativa e alla giunta regionale un’interrogazione per chiedere sostegno per la salvaguardia del patrimonio di biodiversità del bacino del Fiume Po attraverso la conservazione di una delle specie più emblematiche per il bacino del fiume e per tutta Europa: l’anguilla.

A partire dagli anni ’70 si è assistito in tutta Europa al fenomeno della diminuzione di anguille. Si stima che dal 1970 ad oggi la popolazione di anguilla europea sia diminuita di circa il 95%, collocandola tra le specie in pericolo di estinzione ed inserita nella lista rossa Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura e delle risorse naturali). Le cause sono da ascrivere prima di tutto all’azione dell’uomo, con la pesca illegale. Ma un peso non indifferente hanno avuto e hanno la riduzione dei loro habitat e gli ostacoli artificiali posti lungo i fiumi, che impediscono la risalita del novellame e la discesa degli esemplari maturi, che non riescono a raggiungere il mare per la migrazione riproduttiva.

Anche la predazione da parte del cormorano e degli altri uccelli ittiofagi ha un impatto tale da rendere improduttiva qualsiasi attività di acquacoltura e da rendere necessario mettere in campo azioni urgenti a tutela dell’anguilla. Tra queste azioni urgenti vi è anche un incremento dei guardiani vallivi posti a presidio delle valli per scongiurare episodi di frodo.

Grazie al progetto Lifeel (Misure urgenti nel Mediterraneo Orientale per la conservazione a lungo termine dell’Anguilla europea), il mondo della pesca e quello dell’Università collaboreranno insieme fino al 2024 per salvare l’anguilla, con azioni volte a facilitare la migrazione delle anguille sia negli stadi giovanili che nello stadio riproduttivo, per favorire così il completamento del ciclo vitale e la riproduzione. Tra gli interventi previsti dal progetto vi sono, ad esempio, il rilascio di individui sessualmente maturi in mare e la realizzazione di dispositivi di dissuasione per impedire l’impatto letale delle turbine degli impianti idroelettrici per gli esemplari in discesa nei corsi d’acqua.

Uno degli interventi fondamentali per l’intera durata del progetto, fino al 2024, è quello della selezione dei riproduttori “più promettenti”, che verranno annualmente liberati per aumentare il potenziale riproduttivo della popolazione naturale di anguilla. Un passaggio questo delicatissimo e che necessita del fondamentale coinvolgimento di vallicoltori e pescatori.

Il consigliere Mastacchi interroga la giunta regionale e l’assessore competente per sapere se e come intenda attivarsi per tutelare l’anguilla e per incrementare le unità dei guardiani vallivi, posti a presidio delle valli, per scongiurare episodi di frodo. Chiede inoltre se non ritenga opportuno prevedere incentivi per ristorare le attività di acquacoltura colpite dalla drastica diminuzione delle anguille, causata anche dalla eccessiva predazione da parte del cormorano. 

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