“Quello che abbiamo fatto questa sera è esattamente quello che sto chiedendo sin dall’inizio della stagione” è il pensiero da cui parte Joe Tacopina per analizzare la vittoria sul Cagliari per 1 a 0 e i primi tre punti raccolti dalla sua Spal al Paolo Mazza in questo campionato.
“Abbiamo mostrato grande attitudine, determinazione, voglia di vincere – sottolinea il numero uno biancazzurro – e questo mi riempie di orgoglio, perché conosco il gruppo e il suo valore, e non ho mai avuto dubbi. Questa vittoria è importante per i tre punti, ma anche per lo spirito combattivo con cui è arrivata. Stasera mi hanno mostrato di cosa sono capaci, davanti alla miglior curva e ai migliori tifosi, che sono stati da pelle d’oca. A fine partita sono andato a ringraziarli per il supporto, e mi è venuto spontaneo lanciare la mia maglietta (ride, ndr). Poi per fortuna il capo ultras mi ha lanciato la sua. Così è nato uno scambio spontaneo. Sono felice“.
Per il presidente è presto parlare di obiettivi, almeno pubblicamente: “Le uniche cose che possiamo controllare sono la nostra determinazione e la nostra applicazione. Se riusciamo a fare ciò, possiamo arrivare dove vogliamo. Non mi interessa sapere chi è il favorito o contro chi giocheremo, ma dobbiamo restare concentrati sui nostri sforzi. Così facendo, raggiungeremo qualsiasi obiettivo e supereremo qualsiasi ostacolo. Insieme alla direzione tecnica e allo spogliatoio ci siamo dati dei traguardi da raggiungere, ma al momento restano tra di noi”.
C’è stata anche l’occasione per parlare di mercato, a poche ore dal gong finale: “Se ci saranno occasioni particolari, ci faremo trovare pronti. Ma ho fiducia in questa squadra, a maggior ragione dopo stasera, in cui abbiamo dimostrato quelle che sono le nostre qualità e possibilità. Sono rimasto davvero molto contento della risposta che ho avuto. Così come lo sono di Peda, che non si è risparmiato, è stato espulso e alla fine si sentiva scoraggiato. Ma con lui ha un gruppo di uomini con grandi valori che lo hanno rincuorato. E sono felice e orgoglioso anche per Salvatore Esposito. Se n’è andato Federico Viviani e ora questa è la sua squadra. Si è guadagnato la fascia da capitano col lavoro e ha sfornato una prova con un atteggiamento che è stato straordinario”.
Applausi arrivano anche da Roberto Venturato: “Abbiamo fatto una bella partita, che potevano vincere entrambe le squadre. Siamo stati bravi ad andare in vantaggio e sicuramente c’è stato quel temperamento, quella capacità di costruire un’identità e di tenere in campo un certo tipo di logica. In noi è prevalsa la voglia di vincere, anche se dobbiamo migliorare sotto l’aspetto della qualità del gioco, e lo abbiamo fatto di fronte a un pubblico straordinario, che ci ha dato una grande mano. È un valore che dobbiamo tenerci dentro e portare con noi”.
“Il Cagliari – prosegue l’allenatore – è una squadra di qualità, forte e con giocatori importanti, e vedere la squadra che lotta, così come ha fatto, è un qualcosa di estremamente positivo. Abbiamo fatto una partita propositiva, ricercando anche un certo tipo di gioco. Ma possiamo fare meglio. Oggi però siamo contenti di aver vinto contro una squadra importante e forte, con la convinzione e la consapevolezza di avere i mezzi su cui lavorare per crescere e fare meglio, sempre col sorriso“.
Buona la prova del centrocampo con Esposito – con la fascia al braccio – e Proia, mentre Mancosu da avversario non ha spaventato: “Salvatore è uno dei giocatori che da più anni è alla Spal, ha personalità e la capacità di parlare con l’arbitro e, anche se giovane, penso possieda tutte le caratteristiche per fare il capitano. Federico, invece, non gioca da maggio e bisogna cercare di farlo entrare in condizione giocando. Ha fatto due o tre inserimenti senza palla importanti, cosa che lui ha, ma col tempo migliorerà. Marco? Ha fatto una scelta di vita, è una persona che ricordo con piacere, ma oggi fa parte del passato. Noi guardiamo avanti e a chi gioca ora per noi“.
Ora sotto col Bari, anche se resta l’apprensione per gli infortuni ad Arena e Moncini: “Sono cose che in un campionato succedono. Valuteremo le condizioni insieme. Per Matteo sembra essere un problema muscolare, mentre di Gabriele non ho notizie. Vedremo domani (oggi, ndr). Di sicuro abbiamo una rosa che ci permetterà di schierare una squadra con giocatori motivati, con qualità e capacità di proporsi per fare una buona partita contro un club neopromosso, che è una grande piazza e possiede un gruppo sicuramente importante”.
Tra gli eroi di giornata non può che esserci Enrico Alfonso, lesto nel neutralizzare il calcio di rigore a Lapadula sotto la Ovest: “Per me è un motivo di soddisfazione. Si lavora tanto durante la settimana e magari a 34 anni si scricchiola di più di quando ne avevo 24. Ma la soddisfazione è doppia. Sono felice per i compagni, per i tifosi e per gli amici venuti a trovarmi da Vicenza, che mi hanno portato bene. Abbiamo ritrovato tre punti in casa che mancavano da un po’ e proprio nei giorni scorsi parlavamo di questo trend casalingo che zoppicava. Ho grande feeling con Ferrara, con la piazza e cerco di trasmetterlo anche ai più giovani, che magari non lo assaporano come dovrebbero”.
Sulla sfida di nervi dagli undici metri, il portierone biancazzurro ha poi raccontato: “C’è dello studio dietro. Ieri sera a casa mi sono guardato tutti i rigori del Cagliari, cercando poi di estrapolare gli input che durante la partita il tiratore mi può dare. Lapadula è uno abituato a calciare tantissimi rigori e, mentre c’era il momento Var, ho tentato di condizionarlo, coprendogli un po’ lo specchio dalla parte incrociata, in modo da fargli aprire il tiro, come fa di solito. Poi mi è andata bene. Lui non ha calciato in maniera ottimale, ho intuito la zona e sono riuscito a respingerlo con i piedi. Sono contento, anche perchè la scorsa settimana avevo rosicato parecchio perché pensavo di fare lo stesso con l’attaccante dell’Ascoli e, invece, non sono riuscito a essere decisivo”.
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