Mer 10 Ago 2022 - 168 visite
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Bergamini (Lega) e Carità (Ferrara Cambia): “Riconosciuti i giusti diritti ai medici Met”

Accordo sottoscritto dalla Regione e condiviso dai sindacati. Lega e Ferrara Cambia se ne assumono i meriti

«Ci è voluto un question time in Regione e anche un flash mob davanti alla sede della Regione, senza contare oltre due anni di battaglie a livello provinciale e regionale, ma finalmente si è arrivati a un accordo. Siamo lieti che i Medici del servizio di Emergenza Territoriale (Met) abbiano finalmente visti riconosciuti i propri diritti, in un accordo sottoscritto dalla Regione e condiviso dai sindacati», dicono il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, e il consigliere locale di “Ferrara Cambia”, Francesco Carità.

L’accordo sottoscritto l’altro giorno tra la Regione e i sindacati che rappresentano i Medici Met, Fimmg, Snami, Cisl Medici, rappresenta a giudizio di Bergamini e Carità «un significativo passo in avanti, ai fini del pieno riconoscimento di questa categoria, che svolge un ruolo prezioso per la Sanità».

Un accordo che prevede incentivi economici, soprattutto per coloro che garantiranno una disponibilità oraria finalizzata a dare respiro a un servizio di emergenza e urgenza ormai al collasso. Inoltre, sono previste possibilità di formazione e valorizzazione per quelle figure professionali che vantano almeno 10 anni di esperienza.

«Da subito – ribadiscono Bergamini e Carità – ci siamo battuti in diverse sedi, affinché fosse riconosciuto loro il contributo promesso ai professionisti sanitari, durante la pandemia, dal quale proprio i Medici Met vennero incredibilmente esclusi. Inoltre, abbiamo preteso che fossero riconosciuti ai Medici dell’Emergenza Territoriale gli stessi diritti (e incentivi economici) già riservati ad altre categorie, con le quali la Regione aveva sottoscritto accordi. Quello appena raggiunto – concludono – permetterà anche di chiarire l’ambito di intervento, chiarendo un vulnus che si era creato nei diversi territori, dove i Met operavano, a seconda dei casi, ora sulle automediche, ora nei Pronto Soccorso».

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