Attualità
25 Giugno 2022
Si chiama Save The Park e al suo interno confluiscono anche Lipu e Legambiente: "Abbiamo paura per i danneggiamenti. Costruiamo un Campovolo per Ferrara"

Nasce un comitato per salvare il parco Urbano dal concerto di Springsteen: “Spostiamolo all’aeroporto”

di Davide Soattin | 2 min

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Dopo l’annuncio della tappa ferrarese di Bruce Springsteen, in programma il 18 maggio 2023 al parco Urbano, il mondo dell’ambientalismo cittadino ha dato vita a Save The Park, il primo comitato contrario all’utilizzo dell’area verde per il concerto, al fine di preservarne l’aspetto faunistico e paesaggistico.

Al suo interno confluiscono diverse realtà del territorio, da Lipu a Legambiente fino a Italia Nostra e Area-Associazione Recupero Essenze Autoctone e il prossimo 30 giugno i suoi rappresentanti si siederanno al tavolo con il sindaco Alan Fabbri e gli assessori Marco Gulinelli e Alessandro Balboni per avanzare le loro richieste.

“Siamo contrari alla scelta del parco – esordiscono i referenti Marianna Suar e Gian Gaetano Pinnavaia – e non vogliamo alternative eco-sostenibili perché non sono possibili. Quindi vogliamo proporre una scelta alternativa a quella iniziale, che per noi è l’area sud della città, dove sorge l’aeroporto che si può trasformare in un Campovolo per Ferrara. Nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera plurifirmata all’amministrazione con la volontà di essere costruttivi e collaborativi, e lo ribadiremo durante l’incontro”.

I due coordinatori aggiungono: “L’obiettivo è trovare una sede alternativa e noi siamo anche disponibili a fare una valutazione di impatto ambientale insieme ai tecnici del Comune, lavorando per raffronto su più aree, perché è così che bisogna lavorare. Attualmente abbiamo scelto di tenere fuori il mondo della politica dal nostro comitato, ma non escludiamo nulla. Vedremo come procederà la questione e come decideremo di andare avanti. Di sicuro avremo in programma un sacco di cose da fare da qui al prossimo anno per spostare il concerto”.

Questo perché “il piano paesaggistico regionale ha riconosciuto le finalità naturalistiche e paesaggistiche del parco Bassani” spiegano, e “tutte le attività fatte in questi anni non erano compatibili con il valore dell’area verde. Forse ci si allaccia a quello per dire che è possibile farlo anche questa volta, ma era sbagliato quello che è stato fatto prima e lo sarà quello che verrà fatto anche in futuro”.

Abbiamo paura – concludono – per i danneggiamenti, senza trascurare il contorno, che non è poco. C’è la logistica, ci sono le persone che arriveranno e ci chiediamo dove parcheggeranno. Conoscendo la realtà ferrarese non sarà così semplice. Un luogo come il parco Bassani è davvero incompatibile, mentre non lo sarebbe un parco nella zona sud. Sia perché vicino all’autostrada, ma anche perché molto più ampio e lontano dalle sedi di Lipu e dal canile, ma anche dalla cinta muraria, a cui la gente senza biglietto si arrampicherà. Ci sarà una questione di sicurezza e di controllo da tenere conto e sarà tutto molto complicato”.

 

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