Incendio grattacielo: anche la Torre A sarà interdetta
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
La Procura di Ferrara ha aperto un'inchiesta per omicidio stradale in seguito alla morte del 90enne Luciano Cocchi, deceduto lo scorso 13 gennaio all'ospedale Sant'Anna, dopo 847 giorni di ricovero
Prima udienza preliminare ieri (mercoledì 14 gennaio) mattina per l'inchiesta nata dopo le morti di Cosmin Robert Pricopi e Costin Yonel, i due operai rumeni di 20 e 50 anni, che persero la vita nel tragico incidente sul lavoro all'interno del Polo Crispa di Jolanda di Savoia
"Non hanno alcuna giustificazione le pesanti richieste di condanna avanzate dall'accusa". Parte da qui l'arringa difensiva di Mario Di Giovanni, legale dei vertici amministrativi e operativi della Cooperativa Agricola Bidente di Forlì-Cesena, finiti a processo - con altri tre - per il presunto caso di sfruttamento di manodopera di lavoratori stranieri durante le operazioni di bonifica dal focolaio di aviaria all'Eurovo di Codigoro
Infortunio sul lavoro alla Kastamonu di via Romea a Pomposa, dove un operaio italiano di 53 anni - dipendente di una ditta esterna - è stato ferito gravemente a una gamba, a seguito di uno schiacciamento accidentalmente provocato da una pala meccanica guidata da un collega

Pier Paolo Minguzzi
Rimane un caso irrisolto, anche dopo 35 anni: tutti e tre gli imputati del sequestro a scopo di estorsione e dell’omicidio di Pier Paolo Minguzzi sono stati assolti mercoledì dalla corte d’assise del tribunale di Ravenna.
Formula piena “per non aver commesso il fatto”, dunque, per i due ex carabinieri della stazione di Alfonsine, Orazio Tasca e Angelo del Dotto, e per l’idraulico del paese Alfredo Tarroni. Per loro la pm Marilù Gattelli aveva chiesto invece l’ergastolo.
Secondo l’accusa, i tre, nell’aprile 1987, avrebbero rapito Minguzzi per chiedere il riscatto alla famiglia – 21enne, rampollo di una famiglia d’imprenditori, al tempo carabiniere di leva in servizio a Bosco Mesola -, lo avrebbero ucciso e poi gettato il corpo in acqua: venne ritrovato zavorrato con una grata nelle acque del Po di Volano il 1° maggio dello stesso anno.
I tre imputati hanno già alle spalle una condanna definitiva per un altro rapimento e l’omicidio di un altro carabiniere, Sebastiano Vetrano, fatto compiuto pochi mesi dopo quello di Minguzzi. I tre vennero arrestati al tempo dopo una sparatoria.
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