Attualità
20 Giugno 2022
"Non c'è più tempo, bisogna trovare subito un posto". Il genitore: "Altri come noi, è una pandemia"

A 11 anni rischia la vita per anoressia, serve centro specializzato: il sindaco rilancia l’appello del padre

di Redazione | 2 min

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Ha 11 anni, è da dieci giorni alimentata con un sondino naso-gastrico e idratata per via endovenosa.

Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, in contatto con il padre della ragazza anoressica che rischia la vita, alla luce delle difficoltà riscontrate a trovare posti disponibili in centri specializzati, anche al di fuori della provincia di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna, si unisce e rilancia “a tutto il paese” l’appello del padre.

“Sono vicino a questi genitori, da giorni, col padre, stiamo interessando altri territori, ma purtroppo i posti, anche al Sant’Orsola di Bologna, non sono disponibili e sembra di capire che i casi siano superiori alla capacità di risposta che il sistema sanitario, nel suo complesso, esprime. Chiediamo con urgenza – appellandoci ai centri di tutto il Paese – di sostenere questa famiglia e di aiutare questa bambina, con la consapevolezza che il fattore tempo è e sarà fondamentale”, dice il primo cittadino.

Il padre spiega di essere stato contattato anche da altre famiglie con problemi analoghi: “Dopo la segnalazione della nostra situazione, altri genitori ci hanno contattato, raccontandoci storie analoghe. Sembra una pandemia”. “Medici e infermieri hanno dimostrato sensibilità e grande attenzione al nostro caso, siamo in costante contatto e loro stessi si dicono preoccupati per la situazione di nostra figlia, ma non si trovano posti a livello regionale ed extraregionale”.

La giovane è stata ricoverata nei giorni scorsi, “non beveva da cinque giorni, era disidratata”, racconta il padre. “Abbiamo visto medici con le lacrime agli occhi”.

Ora la bimba si trova da dieci giorni, circa, in pediatria all’ospedale di Cona. “Siamo qui, giorno e notte, a fianco della nostra bambina, sperando che possa essere inserita in un percorso specifico, in centri specializzati, ma ancora la notizia non è arrivata, nonostante la ricerca costante”. La coppia ha altri due figli minori. “Siamo in difficoltà, mio padre anziano è tornato a lavorare per badare all’azienda. Mia madre ci aiuta con le bambine, chiediamo solo che ci sia data una luce di speranza”.

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