Dom 19 Giu 2022 - 2948 visite
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Per questo diventiamo razzisti…

Se non viaggiamo e rimaniamo incollati nel nostro paesello a raccontarcela, mi sa che sarà così per sempre.

Come sapete lavoro in fabbrica, alla Berco di Copparo, non stiamo male, lavoriamo e ci pagano, ci pagano perché lavoriamo, nulla da aggiungere.

Martedì scorso ho accompagnato mio figlio al centro ufficiale di lingua e cultura Francese (Aliance Francaise) di Bologna, per farlo ho dovuto prendere un giorno di permesso dal lavoro.

Siamo rimasti tutto il giorno a Bologna, Anto (mio figlio) doveva sostenere degli esami.

Alla sera ero ubriaco senza aver bevuto, girovagando per Bologna e vedendo opere d’arte, iniziative, progetti, concerti futuri, mi sono chiesto il senso di alcune vite, tra cui la mia, mi è venuta alla mente una canzone della GanG, che dice più o meno così:

“Primo turno lunedì, sei di mattina

Sesto San Giovanni

La sirena chiama otto ore

Così è da una vita
Timbri un altro giorno e tiri avanti
Senza via d’uscita
Nel regno del rumore
Al reparto verniciatura
Non passano le ore
È la fabbrica che ruba e ci divora
I nostri anni migliori
E la nebbia che ci assale
Sembra tutta una stagione

Inverno e primavera”.

La maggior parte dei miei colleghi sostiene che il “diverso” sia una minaccia per il loro orticello, per questo diventiamo razzisti, perché tutti i giorni siamo incollati alle nostre abitudini, senza vedere mai quello può essere qualcosa di nuovo che ci allarghi il pensiero.

Per questo scrivo, perché a mio avviso è una piaga sociale difficile da scardinare.

Credo fortemente nei ragazzi che un giorno leggeranno questo blog e rideranno, sia per il lessico che per il contenuto, perché sembrerà impossibile che tutto questo sia esistito realmente, gli esseri umani che abitano su questo pianeta sono tutti uguali, mai più si sentirà parlare di razza pura o altre scempiaggini simili.

Forse esageravo ragazzi, forse…
Vigilate per favore e continuate a ridere senza fermarvi mai…
Grazie per aver letto questo articolo...

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