Eventi e cultura
17 Giugno 2022
Una raccolta di appunti e immagini degli editori ferraresi del 1700. Il libro è uscito in maggio

Ranieri Varese, la Ferrara del XVIII secolo

di Redazione | 2 min

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Il libro in questione, “Materiali per lo studio della produzione a stampa nella Ferrara del XVIII secolo” di Ranieri Varese, con postfazione di Maria Gioia Tavoni, pubblicato nel maggio del 2022 da Pendragon, è una raccolta di associazioni e dediche della cultura ferrarese del 1700.

L’autore racconta di come la frequentazione di istituti di conservazione cittadini l’abbia portato a raccogliere appunti e immagini anche in ambiti non di sua competenza.

Racconta di notizie, che ha ritrovato nel tempo, su editori, autori e librai, su accademie e istituzioni pubbliche, dei quali gli storici e i letterati ferraresi facevano parte.

Si sofferma su Bernardino Pomatelli, uno degli editori più illustri della città, che inizia a produrre nel XVII secolo e che, grazie agli eredi, continua fino al XIX secolo.

Tratta però anche di altri editori importanti, che hanno avuto una presenza meno continua, come Bernardino e Giuseppe Barbieri, Bolzoni Giglio, Giovanni e Antonio Coatti, Giuseppe Rinaldi, Girolamo Filoni, Tommaso Fornari e Francesco Gardi. Questi pubblicatori sono stati attivi dall’inizio del 1700 fino agli anni ’70 del XVIII secolo.

Ranieri Varese esamina, inoltre, gli importanti incarichi di “stampatore camerale” e di “stampatore espiscopale”, che godono della esclusiva delle stampe promosse dalla Legazione, dal Maestrato e dalla Arcidiocesi.

All’interno del prospetto è raccolta una larga esemplificazione dei capilettera utilizzati dagli editori ferraresi, e un ampio spazio è dedicato al ruolo delle immagini all’interno dei libri editi nel secolo.

L’autore non si astiene mai dal dire che ha avuto delle difficoltà nella raccolta delle informazioni. Spiega che queste, oltre a non essere ambiti di sua stretta competenza, sono state difficili da reperire. Menziona il fatto di non aver avuto la possibilità di accedere all’archivio notarile antico situato presso l’Archivio di Stato, poiché è stato dichiarato inagibile dopo il terremoto del 2012; dichiara anche che aveva a disposizione una ridotta quantità di schede Standerini in SBN e che vi era anche una mancanza degli “annali”; infine, lamenta il mancato intervento di recupero, della Amministrazione Comunale, dei disegni di Giuseppe Ghedini, legati all’edizione del “Ricciardetto”.

Ranieri Varese è un professore di storia dell’arte moderna nelle università di Urbino e Ferrara, che è stato allievo della Scuola Normale Superiore e assistente di Carlo Ludovico Ragghianti a Pisa. E’ stato inoltre direttore dei Musei Civici di Arte Antica a Ferrara, dal 1970 al 1985.

Per quanto riguarda Maria Gioia Tavoni, autrice della postfazione, è stata direttrice della biblioteca Manfrediana di Faenza e poi professoressa di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia presso l’università Alma Mater di Bologna.

I testo di Varese è un assaggio di notizie e materiali per un primo riconoscimento dell’attività di stampa sviluppatasi nel XVIII secolo.

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