Spal
11 Giugno 2022
'Sergione' ospite alla festa della Curva Ovest: "Avevo dato la disponibilità ai Colombarini per un percorso in dirigenza, poi è cambiato tutto e non si è fatto più niente. Tornare in futuro? Mai dire mai"

Nel cuore di Floccari c’è ancora la Spal: “Giocare con questa maglia è stato come difendere casa mia”

di Davide Soattin | 4 min

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(foto di Alessandro Castaldi)

È stata “una presenza che sa di coerenza” – per usare le parole impresse sullo striscione srotolato dagli ultras biancazzurri – quella di Sergio Floccari alla festa della Curva Ovest.

Un ritorno a Ferrara che sa di passione e amore, per ringraziare quel pubblico che tanto aveva fatto gioire nei quattro campionati e mezzo tra Serie A e B, dopo “due anni particolari – racconta – in cui non ho avuto modo di salutare nessuno per la pandemia”.

E dire che se fosse rimasta la famiglia Colombarini, ora potresti essere in dirigenza…

“Io avevo dato la mia disponibilità. Qui avevo fatto cinque anni belli e un percorso importante, non solo calcistico, ma personale e umano. In quel periodo sia la famiglia Colombarini che la società avevano avuto il modo di conoscermi come calciatore e uomo. Poi chiaro, è arrivata la nuova società con persone nuove che non ho potuto conoscere e alla fine non si è fatto più niente. Ma questo succede nel calcio”.

Ma i tuoi ex compagni di squadra li senti ancora?

“Certo, i ragazzi li sento. Mi ha chiamato anche il presidente Mattioli in occasione del mio 40esimo compleanno. Ma al di là di ciò resta l’affetto e la stima per tutto quello che è stato. Ho avuto dei compagni di viaggio importanti e i Colombarini sono una famiglia che stimo tantissimo perché sono persone perbene”.

Di gol con la Spal ne hai segnati. Ma il più bello qual è?

“Beh, a me viene subito in mente il gol a Donnarumma contro il Milan”.

E se invece dovessi scegliere un momento in particolare per descrivere la tua avventura a Ferrara?

“Di momenti belli ce ne sono tanti fortunatamente. Ne posso raccontare uno per ogni anno. C’è sicuramente la vittoria del campionato di Serie B perchè dopo tanti anni c’è stata una festa incredibile per tutti. Ma è stata una giornata particolare anche la vittoria contro la Juventus. Non perchè avessi segnato io, ma perchè in città si respirava qualcosa di magico, al di là di chi era tifoso della Spal. Anche il ferrarese non appassionato, quel giorno ha vissuto qualcosa di speciale”.

Oggi non sei più a Ferrara, ma è rimasto il murales con la tua gigantografia in via Copparo.

“Sono stato davvero contento quando la società mi ha proposto questa idea. Mi ha fatto piacere e mi ha inorgoglito perchè in qualche modo la mia immagine rappresenta la gestione Colombarini e testimonia la loro fiducia e stima nei miei confronti. Per me la Spal non è stata solo un discorso calcistico, ma qualcosa di più. Ho trovato un ambiente molto genuino e delle sensazioni da calciatore che non provavo da tanto tempo. Giocare per la Spal è stato come difendere casa mia”.

Il tuo ultimo gol in biancazzurro l’hai segnato al Cittadella di Venturato. Oggi è lui l’allenatore della Spal. Ti piace?

“Di Venturato ricordo le squadre. Il suo Cittadella era una squadra fastidiosissima, molto intensa, aggressiva e convinta. Era molto competitiva. Ci ha messo tempo quest’anno? Penso che il tempo serva a tutti, ma quello che ha fatto a Cittadella parla per lui”.

Secondo te cosa non ha funzionato nell’ultimo campionato?

“Chi sta fuori non può conoscere bene le dinamiche. Quando ero io dentro all’ambiente non mi è mai piaciuto chi voleva dare consigli da fuori senza conoscere le difficoltà che una squadra incontra durante la settimana, al di là della partita settimanale. Non so che tipi di problemi abbiano avuto”.

Come hai passato il tuo primo anno da ex calciatore?

“Ho studiato, ho fatto i corsi, mi sono formato. Ho avuto un’esperienza con Dazn molto bella, formativa, fatta in un ambiente giovane e dinamico. Sono uscito dalla mia comfort zone. È stata un’esperienza che mi ha arricchito sia professionalmente che umanamente. Avendo fatto corsi di formazione e aggiornamento (ha ottenuto il diploma da direttore sportivo, ndr) ora mi piacerebbe cercare di rimanere nel mio mondo, trovando la sistemazione giusta”.

Magari tra qualche anno ti ritroveremo alla Spal dietro a una scrivania…

“Mai dire mai. Il futuro non so cosa mi riserverà. Ho iniziato un percorso graduale e sono consapevole che c’è ancora tanto da fare”.

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