Fondamentale anche l'Unità di Valutazione Multidisciplinare. Menegatti (Ausl): "Attività che ci permette di progettare un programma di continuità con l'Uonpia"
Rete Disabilità-Adulti. Nel Ferrarese sono circa 700 i pazienti seguiti dal servizio Ausl
Nel pomeriggio di mercoledì 14 gennaio, i carabinieri di Portomaggiore hanno messo in campo un servizio straordinario di controllo del territorio nei comuni di Portomaggiore e Argenta per contrastare illeciti in materia di circolazione stradale, stupefacenti, igiene, sanità, lavoro e ambiente
Hanno trascorso il weekend all'insegna del divertimento ma quando hanno realizzato che, a causa della tarda ora, i servizi di linea non effettuavano più corse, hanno ben pensato di utilizzare un'ambulanza del 118 come taxi per ritornare a casa
Erano le 4.30 di ieri - mercoledì 14 gennaio quando, un equipaggio della Sezione Radiomobile dei carabinieri di Ferrara, mentre perlustrava le vie del centro storico, ha improvvisamente notato a bordo di una vettura parcheggiata in via Baluardi, un ferrarese di 28 anni - già gravato da precedenti per violazione della normativa sugli stupefacenti - seduto sui sedili posteriori
Due auto parcheggiate con esposto sul parabrezza lo stesso Cude - Contrassegno Unico Disabili Europeo, documento rilasciato in un'unica copia all'avente diritto. Una circostanza piuttosto anomala e sospetta, che ha portato a scoprire un illecito grave: la contraffazione di un certificato appartenente a una persona con disabilità che, peraltro, risulta attualmente ricoverata in una struttura sanitaria
È pari a circa 700 unità il numero dei pazienti attualmente seguiti dalla rete Disabilità-Adulti dell’Ausl di Ferrara. Una rete “molto complessa” la definisce StefanoMenegatti, educatore professionale dell’Azienda di via Cassoli, che si estende sui distretti centro-nord, sud-est e ovest del Ferrarese.
All’interno della rete, un ruolo fondamentale è ricoperto dall’Uvm, l’Unità di Valutazione Multidisciplinare che è composta da un assistente sociale, da un educatore professionale della riabilitazione psichiatrica e da un medico, e permette inoltre l’accesso alla rete dei servizi per la disabilità adulta.
“È un’attività fondamentale – afferma Menegatti – e permette di progettare un programma che in un qualche modo fornisce continuità a quello che era già stato impostato quando la persona con disabilità era a scuola, seguita dai servizi dell’Uonpia. In tal senso, cerchiamo di soddisfare tutte le necessità delle persone con disabilità e le loro aspettative, oltre che quelle delle loro famiglie”.
Più nello specifico – aggiunge Menegatti – l’attività dell’Uvm che si “applica in tutti e tre i distretti è valutativa, dotandoci di strumenti validati, ma anche di impostazione della progettazione, quindi sia per il supporto alla domiciliarità, che per gli interventi residenziali e semi-residenziali”.
In altre parole – conclude l’educatore – “al centro abbiamo un progetto assistenziale fondamentale che viene condiviso con la persona disabile e la famiglia e va a costituire una parte del progetto di vita della persona, che è pensato articolato e applicato anche insieme a tutta la rete dei servizi che è fondamentale”.
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