Mer 25 Mag 2022 - 396 visite
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Morì sbattendo contro un’auto abbandonata, a giugno la sentenza d’appello

Il procuratore generale ha chiesto la conferma della condanna di primo grado per l'omicidio colposo di Ennio Accorsi

Bisognerà attendere il 30 giugno per conoscere la sentenza d’appello del processo per l’assurda morte di Ennio Accorsi, avvenuta il 20 agosto del 2012 sulla superstrada Ferrara-mare.

Il motociclista mirabellese di 57 anni si era appena immesso nella super dopo il casello di uscita dalla A13, in sella alla propria moto e andò a finire addosso a un Opel Corsa abbandonata sulla corsia di marcia, venendo sbalzato e poi investito da un’auto in transito.

In primo grado, il tribunale di Ferrara condannò per omicidio colposo Sergio Bonora, l’uomo che aveva spinto l’automobile (rubata) lungo la Ferrara-Mare e lì l’aveva lasciata dopo essere finito senza benzina. Con lui, per concorso, vennero condannati anche i due agenti della Polstrada Gabriele Carlini e Marco Barbieri e il funzionario della Società Autostrade Giovanni De Luca, per aver evitato di mandare sul posto una pattuglia e un mezzo per rimuovere l’auto in panne e un’adeguata segnalazione dell’ostacolo, nonostante le numerose segnalazioni ricevute dalla centrale operativa provenienti dagli automobilisti, tutte di fatto rimaste lettera morta in un cortocircuito di comunicazione e competenze.

Ieri, martedì 24 maggio, il procuratore generale presso la corte d’appello di Bologna ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado, richiesta alla quale si è associato anche l’avvocato Giampaolo Remondi, che assiste i familiari di Accorsi costituitisi parte civile. Le difese hanno invece chiesto l’assoluzione o, in subordine, per quanto riguarda i poliziotti e il funzionario di Autostrade che venga dichiarata la prescrizione.

I giudici hanno rinviato l’udienza al 30 giugno per eventuali repliche e per la sentenza.

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