Sab 14 Mag 2022 - 2897 visite
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“Giullare senza palle”. Marescotti querela Naomo

L’attivista dem: “Non si può continuare a tacere dinnanzi ad ogni offesa, insulto o arroganza”

Un’altra querela si aggiunge alla raffica di denunce reciproche tra l’attivista Pd Diego Marescotti e il vicesindaco Nicola Naomo Lodi.

L’ultima in ordine di tempo si rifà a un post di Naomo datato 1 aprile. Sul proprio profilo personale su Facebook Lodi parla di “giullare vestito con un sacco del pattume”, condendo il tutto con la scritta “ci vogliono le palle”.

Secondo Marescotti quelle frasi si riferiscono a lui. Il riferimento Marescotti lo evince dal fatto che “in molte foto sui social indosso un giubino di colore giallo”come quando “ho fatto volontariato in favore di famiglie bisognose in zona Gad e per i profughi dell’Ucraina”.

Il post gli è stato inviato da conoscenti, in quanto “io non posso vederlo direttamente, in quanto bloccato in tutti i suoi profili social”.

“Mi rendo perfettamente conto che la politica non si fa nei tribunali, ma questi sono fatti che fuoriescono da essa – commenta l’attivista dem -. Qui si tratta di un amministratore pubblico pagato con i soldi dei contribuenti, che si permette deliberatamente e a più riprese di insultare tramite social privati cittadini”.

Marescotti sostiene che “proprio il vicesindaco ha denunciato centinaia di cittadini per offese anche meno gravi di ‘Giullare’, ‘fenomeno da circo’ e nemmeno troppo velatamente ‘senza palle’ tra i quali anche miei amici e conoscenti” e per questo “per me è un dovere civico e morale denunciare diffamazioni che provengono da persone che in teoria dovrebbero essere le prime a tutelare tutti i ferraresi. La storia del ‘non abbassiamoci a certi livelli’ ormai non regge più”.

“Perché se ognuno di noi continua a tacere dinnanzi ad ogni offesa, insulto od arroganza proveniente da un’amministrazione pubblica – conclude -, qualcun altro si sentirà sempre legittimato a continuare a denigrare pubblicamente i cittadini dissidenti. I miei genitori mi hanno insegnato che davanti alle ingiustizie non si deve abbassare la testa e tacere”.

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