Cronaca
10 Maggio 2022
Il giudice nominerà un proprio esperto tecnico per analizzare i lavori in Tribuna Nord e Curva Est. La Spal parte civile, assente il Comune di Ferrara

Stadio Mazza, ci sarà una ‘super-perizia’

di Daniele Oppo | 3 min

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Tempi lunghi per il processo sui lavori allo stadio ‘Paolo Mazza’ che vede nove imputati, a vario titolo, per frode in pubbliche forniture e falso. Il giudice dell’udienza preliminare Andrea Migliorelli ha accolto la proposta delle difese di nominare un proprio perito che analizzi tutte le carte, i dati raccolti nelle prove di carico, le consulenze già esistenti sulla conformità o meno delle opere e la sicurezza delle strutture di Tribuna Nord e nella Curva Est, nel 2018 adeguate per i requisiti della Serie A.

Lo ha fatto valutando fosse necessaria come integrazione probatoria al fine di tutelare il pieno diritto delle difese anche nell’ottica di una eventuale scelta di riti alternativi. La base della richiesta poggia sul fatto che una perizia così complessa, se disposta nel corso del giudizio ordinario, richiederebbe la sospensione del dibattimento per almeno 60 giorni, e una relazione depositata dall’avvocato Alberto Bova, che assiste Alessio Colombi, uno dei collaudatori, ‘dimostra’ che i tempi sarebbero superiori, e non di poco. La procura – pm Barbara Cavallo – non si è opposta, ha anzi avvallato la richiesta.

Nel frattempo la Spal si è costituita parte civile nei soli confronti di Giuseppe Tassi della Tassi Group, azienda capofila dell’appalto, mentre il Comune di Ferrara, altra parte offesa individuata dalla procura, non si è nemmeno presentato in udienza.

Oltre a Colombi e Tassi gli imputati sono Giampaolo Lunardelli della Gielle Srl; Claudio Di Sarno (Panizzi Engineering, solo per la Est) e del progettista e direttore dei lavori Lorenzo Travagli; Lucio Coccolo, legale rappresentante della PM Group Srl, azienda dichiarata fallita nel 2019; Domenico Di Puorto e Adelino Sebastianutti, ritenuti amministratori di fatto sia della Gielle Srl che della stessa PM Group: le imprese avrebbero eseguito i lavori in subappalto sia nella Tribuna Nord che nella Curva Est. Sulla base delle consulenze tecniche di Pellegrino, redatte dopo un sequestro probatorio, sopralluoghi e prove di carico, tutti avrebbero concorso nel realizzare i lavori in maniera difforme alle norme tecniche e ai regolamenti, come evidenzierebbero le anomalie riscontrate. Ai collaudatori Fabrizio Chiogna e Colombi è contestato il reato di falso commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, per aver attestato, rispettivamente per la Curva Est e per la Tribuna Nord, la conformità dei lavori nonostante, secondo la procura, le numerose evidenze che avrebbero dovuto portare i tecnici ad altre determinazioni. La stessa accusa, per entrambe le strutture, viene mossa al progettista e direttore dei lavori Travagli.

Il 6 giugno è la data disposta dal giudice per conferire l’incarico e formulare il quesito da sottoporre al perito. La difesa di Coccolo ha già annunciato la scelta di voler procedere con il rito abbreviato.

“Sono soddisfatto dell’accoglimento della nostra richiesta da parte del giudice – commenta l’avvocato Bova – e anche dell’adesione del pm”. Le difese, lo ricordiamo, hanno sempre contestato, attraverso propri consulenti, le conclusioni molto nette a cui è arrivato il consulente della procura, il prof Carlo Pellegrino, sulla cui base la Spal ha eseguito anche dei lavori di messa in sicurezza delle strutture.

“Una perizia volevamo, una perizia è stata disposta – afferma l’avvocato Vincenzo Bellitti (che assiste Colombi e Travagli) -. Siamo contenti perché questo processo ha dei profili talmente tecnici che prima di entrare nello specifico degli aspetti giuridici è importante avere un parare super partes proprio dal punto di vista tecnico. Il giudice Migliorelli ha recepito questa cosa e ha fatto una scelta coraggiosa e anche il pm ha sposato la nostra tesi. Siamo fiduciosi”.

 

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