Mar 3 Mag 2022 - 37 visite
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Ricerca per l’atassia: cresce il progetto dell’Università di Ferrara sostenuto da Acaref

Una nuova ricercatrice entra a far parte del team di ricerca, grazie alla collaborazione tra la Fondazione e l’ateneo ferrarese che potrebbe portare a trovare una cura alla patologia

Ottavia Bonuccelli

Cresce il team di ricerca e cresce la speranza che proprio dai laboratori dell’Università di Ferrara arrivi una cura per le atassie spinocerebellari. Da gennaio Ottavia Bonuccelli è entrata a far parte dell’importante e innovativo progetto sostenuto dal 2016 dalla no-profit ferrarese Fondazione Acaref e sta affiancando il gruppo di ricerca ormai consolidato e composto da Peggy Marconi, Francesca Salvatori e Mariangela Pappadà.

Dopo il tirocinio curricolare e la laurea in Biotecnologie per la Salute, la dottoressa Bonuccelli ha deciso di continuare a studiare le terapie personalizzate per l’atassia: “Già nel corso del tirocinio mi sono resa conto di quanto fosse importante studiare patologie di questo tipo, perché non sono così rare come si pensava fino a qualche anno fa, e noi ricercatori ci dobbiamo impegnare in prima linea. Attualmente sto studiando strategie terapeutiche personalizzate, partendo dal Dna di 20 pazienti affetti da SCA1 che nel 2018 si sono sottoposti a prelievo cutaneo. Nel loro materiale genetico ricerco quelle variazioni – in termine tecnico, mutazioni puntifomi – che ognuno di noi possiede, che ci distinguono e che sono fondamentali per capire come silenziare la mutazione alla base dell’insorgenza della patologia. È un lavoro molto lungo e difficoltoso, ma già in questo poco tempo sono stata in grado di trovare ben tre di queste mutazioni. Un risultato davvero sorprendente, che mi ha fatto capire di essere nel posto giusto”.

Essenziale in questa fase della ricerca avere più risorse possibile, come spiega il presidente della Fondazione Acaref Silvio Sivieri: “La ricerca che sosteniamo, come spesso accade per quella che riguarda le malattie degenerative, è un percorso lungo e spesso pieno di ostacoli. Più persone sono impegnate nel progetto, prima riusciremo a dare una soluzione concreta e una speranza ai malati. Grazie alla collaborazione sempre più solida con l’Università di Ferrara speriamo di poter compiere passi avanti importanti, perché solo un sodalizio forte e risorse continue per la ricerca ci porteranno a trovare una cura per l’atassia”.

Sul sito di Acaref è possibile leggere tutte le news relative al progetto di ricerca: www.acaref.org. Per informazioni: 3312744091 / info@acaref.or

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