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di Lucia Bianchini
Sipro mette a disposizione della chiesa greco ortodossa di Santa Maria dei Servi un magazzino di circa 300 metri quadrati per lo stoccaggio dei materiali raccolti in attesa della partenza per l’Ucraina.
“In questo periodo molto difficile per il popolo ucraino – spiega padre Vasyl Verbitskyy, sacerdote ucraino – la comunità di Ferrara nel suo cuore, che è la chiesa di Santa Maria dei Servi, ha creato il movimento volontario per aiutare la sua patria. Con la generosità dei ferraresi non siamo riusciti a raccogliere tutto in chiesa, abbiamo avuto una bella esperienza con Rivana garden, con cui rimane un bel rapporto di amicizia, e ci apre ora le porte Sipro, in modo da poter continuare la raccolta per la nostra patria. Si vede che il popolo ferrarese vuole aiutarci, arrivano ancora molti aiuti, e dobbiamo essere noi della comunità responsabili nel tenere ciò che ci è donato in un posto sicuro fino alla partenza”.
A partire da giovedì 14 infatti la raccolta di aiuti umanitari destinati all’ucraina continuerà presso la chiesa di Santa Maria dei Servi in via Cosme Tura 29, dal martedì al sabato dalle 10 alle 19, mentre il punto di raccolta del centro Rivana Garden sarà sostituito dal nuovo magazzino messo a disposizione da Sipro in via Colombo 10 a Cassana, che riceverà nei giorni di giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 19.
Il magazzino si trova infatti in un punto nevralgico, per l’ingresso e l’uscita, essendo vicino all’autostrada.
“Sipro – afferma l’amministratore unico Stefano di Brindisi – è lieta di poter aiutare, per quanto ci sia possibile, per rendere meno gravosa la situazione per tutta la popolazione ucraina, che sta soffrendo, dando quello che per noi è un piccolo aiuto. Per noi diventa un momento di vicinanza a una popolazione che sta vivendo una terribile situazione”.
“Rappresento – racconta Andrea Firrincieli – i volontari che stanno aiutando la comunità, i molti volontari italiani presenti insieme a me. Mi sento indegno di rappresentare i volontari ucraini, perché a differenza di noi volontari italiani, che soffriamo vedendo delle immagini e sentendo i loro racconti, loro vivono questa terribile vicenda sulla propria pelle, hanno familiari e amici, è la loro terra, quello che fanno è molto più grande di ciò che facciamo noi”.
Da Ferrara sono fino ad ora partiti 10 tir, i primi due da via Cosme Tura, oltre a più di 40 tra pullman e furgoni, pullman turistici caricati nella parte inferiore con i pacchi di materiale, e sopra, nella parte solitamente destinata ai passeggeri, con coperte e materassi.
“La cosa importante – sottolinea Firrincieli – è che padre Vasyl ha la certezza dell’arrivo dei materiali, perché i mezzi arrivano a Leopoli, a Dobrovic, in collaborazione con la Caritas della chiesa greco cattolica ucraina, e da lì ci mandano video e foto dello scarico dei materiali, che riconosciamo dalle targhe dei mezzi e dai pacchi che sono personalizzati con scotch che ci forniscono le nostre ditte e decorati con i disegni dei bambini ferraresi”.
Sono ancora molte le necessità dalle zone di guerra: come spiega padre Vasyl Verbitskyy servono sempre “cibo in scatola di immediato consumo, frutta secca, materiale per igiene personale, farmaci e materiale specifico per sale operatorie, come lacci emostatici torniquet, fondamentali per emorragie massive. Abbiamo spedito un’ambulanza che abbiamo comprato, piena di materiale per sala operatoria donato da medici ferraresi, con cui abbiamo attrezzato due sale operatorie: a Leopoli sono arrivati 130 ragazzi che avevano bisogno di interventi. Servono poi torce, pile, candele, accendini, power bank, perché anche nelle zone più tranquille si deve stare al buio, in rifugi, bunker”.
Presso la chiesa sono inoltre stati istituiti scuola e doposcuola per bambini, che sono ad ora 70, e adulti, circa 40, per imparare la lingua italiana, con l’aiuto di 10 insegnanti italiani e tre ucraini.
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