Coperion, nuovo tavolo in Regione: i sindacati proclamano 40 ore di sciopero
Nuovo confronto sulla vertenza Coperion al tavolo di crisi della Regione Emilia-Romagna, ma le distanze tra azienda e sindacati restano
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A Ferrara Expo tre giorni di confronto su bonifiche, infrastrutture e sicurezza ambientale. In fiera 300 imprese, 500 esperti e circa 200 appuntamenti
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Un “anomalo scarico di reflui fognari di colore rosso” che finisce direttamente nelle acque del Po di Volano è al centro dell’allarme lanciato dagli attivisti di Fridays For Future Ferrara che, sabato 26 marzo, si sono recati sul ponte di via Caldirolo per constatare di persona la presenza di un problema ambientale da attenzionare.
“Una colorazione di questo tipo – spiegano gli ambientalisti – rappresenta un segnale evidente che i reflui non siano preventivamente e adeguatamente depurati, e siano perciò ancora inquinati e pericolosi. Basta questo per qualificare tale scarico come illecito poichè la legge vieta categoricamente gli scarichi diretti in acque superficiali e prevede che tutti debbano essere depurati in modo da ridurne l’impatto ambientale”.
Fff aggiunge: “Non basta valutare la regolarità formale dello scarico, limitandosi a controllare se sussiste un autorizzazione e se quei reflui provengono dal depuratore della città, è necessario verificare se sostanzialmente le prescrizioni autorizzative sono rispettate, se effettivamente i reflui sono sottoposti ad idonea depurazione e se, infine, quelli riversati nel fiume rispettano i parametri stabiliti dai limiti tabellari sulle sostanze inquinanti”.
“Urge assolutamente – spiegano – procedere a una verifica in tal senso perchè è evidente che quelle riversate nel Volano non siano acque bianche, depurate, non inquinate e il cui scarico è sempre consentito. Due giorni dopo la prima perlustrazione, lunedì 28 marzo, lo scarico continuava a sversare, ma il liquame aveva cambiato colorazione, mutando dal rosso al grigio scuro. Queste varie innaturali colorazioni, si presentano maleodoranti, con residui di fanghi di depurazione, con oli e grassi non identificati, o schiuma sono idonee a definire il fenomeno come inquinante e potenzialmente dannoso per l’ambiente”.
“Perchè nessuno se ne occupa? – concludono ponendosi degli interrogativi – Perchè non vengono eseguite le dovute sanzioni a chi inquina l’ambiente? Perchè l’ente di gestione non provvede a mettere a norma i suoi impianti? Sono domande che ancora non hanno risposta e intanto chi inquina non paga mai”.
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