Ven 18 Mar 2022 - 309 visite
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A Linea Verde torna a raccontarsi il Delta del Po

Le telecamere della celebre trasmissione televisiva di Rai Uno si sono spostate tra Codigoro, Comacchio e Goro

La nota trasmissione televisiva Linea Verde è tornata nel Delta del Po con la propria troupe per riprendere le bellezze del territorio ferrarese nella puntata che andrà in onda domenica 20 marzo su Rai Uno con la conduzione di Beppe Convertini, la regia di Giuseppe Govino, i testi di Nicola Sisto e la collaborazione di Chiara Cassarà e della giornalista Paola Pucciati.
Tra i luoghi visitati ci sarà Codigoro con i suoi impianti idrovori, fra i più grandi e potenti d’Europa solo fino a pochi decenni fa, capaci di tenere in asciutta e rendere fertili migliaia di ettari di terreno, i quali senza l’importante lavoro delle macchine sarebbero destinati, proprio perché al di sotto del livello del mare, ad essere sommersi dall’acqua.
Gli stabilimenti di Codigoro rappresentano uno dei complessi più significativi della bonifica idraulica italiana e mondiale. Con i suoi cinque impianti idrovori, costruiti e modificati in un arco di tempo ultrasecolare, la centrale di Codigoro costituisce un imponente compendio, storico e tecnologico della bonifica meccanica, ovvero quella tecnica di prosciugamento di zone vallive e paludose che si basa sul sollevamento per pompaggio delle acque di scolo, poichè i territori serviti sono a giacitura più bassa dei fiumi e del mare, in cui è possibile riversare le acque stesse.
Successivamente, le telecamere si sposteranno a Comacchio, dove il focus sarà incentrato sulla non semplice battaglia contro il rischio di estinzione di uno dei simboli della cittadina lagunare, vale a dire l’anguilla, di cui se ne è parlato nei caratteristici casini di valle mostrando anche, dentro un forno, come nasce la caratteristica coppia di pane ferrarese.
Infine, l’ultima tappa sarà prevista a Goro, la patria della Pantera della canzone Milva, narrata dalla minuziosa e certosina, ma molto commovente nel finale, ricostruzione dei ricordi del cugino Dino Balboni. Della generosità della ‘Rossa’ e di quel suo amare e tornare ogni volta che poteva nella sua terra, incuneatasi fra il mare e il fiume in costante confronto con l’acqua.
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