Cinque anni di reclusione, proprio quanti ne aveva chiesto il pubblico ministero Stefano Longhi. È la condanna decisa dal tribunale di Ferrara nei confronti di un uomo di 42 anni accusato di aver maltrattato la moglie.
I fatti contestati sono relativi agli anni 2019-2021 e sono consistiti in offese, ingiurie molto spiacevoli – “non vai a lavorare, vai a fare la puttana”, le diceva lui, che non lavorava affatto – e azioni fisiche come tapparle la bocca o tirarle i capelli. Il tutto compiuto spesso da ubriaco e anche alla presenza dei figli, gli stessi che le hanno dato poi la forza di lasciarlo, di chiedere la separazione dopo 20 anni di matrimonio e di denunciarlo sia ai carabinieri che alla polizia per il suo comportamento.
Nei confronti dell’uomo arrivarono due provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento sia dal giudice civile – disatteso, al punto che fu lei ad allontanarsi spesso, andando a dormire dalla sorella o dal fratello – che da quello penale. Ieri, giovedì 10 marzo, la donna ha testimoniato e confermato quanto denunciato. L’uomo invece ha scelto di non farsi interrogare, per questo sono state acquisite le dichiarazioni rese quando venne convalidato il provvedimento di allontanamento.
“Il tribunale ha confermato l’ipotesi accusatoria – afferma l’avvocato Pasquale Longobucco, che assiste la vittima, costituitasi parte civile – e ha ritenuto che le dichiarazioni della persona offesa, suffragate anche dalle testimonianze fossero credibili nel descrivere il quadro di vessazioni a cui era sottoposta. Grazie anche alla forza che le hanno dato i figli si è determinata a separarsi e denunciare i fatti di cui è stata vittima. Queste – conclude il legale – sono in ogni caso vicende tristi rispetto alle quali c’è poco da gioire”.
“Leggeremo le motivazioni – commenta l’avvocata Gisella Rossi, che difende l’imputato – e valuteremo l’appello. Ritenevo che le prove non fossero sufficienti in merito all’abitualità della condotta”.
Il tribunale ha anche condannato il 42enne al risarcimento del danno nei confronti della ex moglie, stabilendo una provvisionale immediatamente esecutiva da 10mila euro.
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