
Nella foto da sinistra Bergonzi, Malaguti, Gelli e Calderoni
Comacchio. La parola fine è arrivata. Il centrodestra a Comacchio è saltato per aria e Fratelli d’Italia passa ufficialmente all’opposizione, ponendo un veto a qualsiasi futura alleanza con la Lega che preveda la presenza del sindaco Pierluigi Negri o la vice – e deputata – Maura Tomasi.
Si chiude così la vicenda che ha visto coinvolto l’assessore Luca Bergonzi, ‘licenziato’ via Facebook dal sindaco il giorno prima dell’ufficializzazione della revoca delle deleghe. La reazione degli esponenti del partito di Giorgia Meloni è netta e in conferenza stampa mercoledì mattina è arrivata una sentenza che non prevede appello: ‘Il partito di Giorgia Meloni a Comacchio passerà all’opposizione, e anche in futuro nessuna alleanza sarà più possibile con la Lega se dovesse candidare ancora Negri o la Tomasi”.
Ad ‘accendere le polveri’ è il coordinatore provinciale Mauro Malaguti: “Innanzitutto, come Fratelli d’Italia desideriamo scusarci con i cittadini comacchiesi per aver sostenuto, in piena buona fede, un sindaco certamente inadeguato al ruolo che ricopre. La revoca del nostro assessore è tanto incomprensibile quanto ingiustificabile, un sindaco in evidente stato confusionale, dato che aveva smentito solo il giorno prima ha tentato di spiegare tale atto con pretesti e menzogne. La realtà, infatti, è che ha scrupolosamente eseguito una strategia dell’onorevole Maura Tomasi iniziata subito dopo la vittoria elettorale del centrodestra nella cittadina lagunare. Tale strategia, politicamente suicida – dice Malaguti – è cominciata infatti proprio quando la parlamentare leghista, senza alcun giustificazione, non voleva l’assessore Tiziana Gelli. Ora è toccato a Bergonzi, e quando su richiesta della stessa Tomasi di un nome alternativo in quota FdI, con Bergonzi generosamente disposto a farsi da parte, gli è stato fatto il nome del nostro capogruppo Bruno Calderoni, nemmeno quello era per loro accettabile. È dunque evidente che il problema non erano le persone, ma la volontà di colpire il loro principale alleato politico, ossia Fratelli d’Italia”.
Malaguti lascia la tenerezza da parte e attacca frontalmente Tomasi: “È una miracolata della politica – sostiene l’ex consigliere regionale -, candidata perdente a sindaco nel 2017 e divenuta parlamentare quando la Lega era oltre il 30%. Ma il danno maggiore, Tomasi e Negri lo stanno facendo proprio alla Lega, perché Negri, malgrado affermi di non avere tessere in tasca è stato voluto dalla Lega, Fratelli d’Italia, che aveva un candidato alternativo, ha sostenuto Negri per l’unità della coalizione, perché noi abbiamo ben presente che senza l’unità del centrodestra non si vince, e infatti la prossima volta senza Fratelli d’Italia la Lega perderà il Comune di Comacchio”. Il tutto, secondo Malaguti, si spiegherebbe per motivi “solo dettati dall’invidia per la crescita esponenziale del partito di Giorgia Meloni”. “Comunque, dato che noi non abbiamo mai fatto questioni di poltrone, loro ne volevano una e noi gliene daremo due”, conclude indicando che anche Gelli lascerà ovviamente il posto in Giunta.
Alla conferenza è intervenuto poi in videochiamata il senatore Alberto Balboni, impossibilitato a partecipare personalmente per impegni al Roma. “Sono profondamente amareggiato, gli accordi siglati proprio con la Tomasi sono stati traditi da lei e da Negri che altro non è che il ‘vice’ della vice sindaco – attacca il parlamentare -. Tradendo noi hanno tradito la fiducia dei loro stessi elettori che vogliono un centrodestra unito. Auspico ora che i vertici provinciali e regionali della Lega condannino a loro volta tale atto per il bene di tutta la coalizione”.
A seguire l’oramai ex assessore Luca Bergonzi che replica punto per punto alle accuse mossegli dal sindaco: “Negri dice che non mi sarei presentato alla riunione del 28 gennaio? Falso, non sono mai stato invitato a quella riunione. Negri dice che sono stati i consiglieri della maggioranza a chiedere la mia revoca? Falso, loro hanno solo firmato quel che gli è stato ordinato di firmare. Tanto è vero che un buon numero di loro mi ha poi avvicinato per giustificarsi, dicendomi che erano stati costretti a firmare perché così gli è stato imposto dalla Maura Tomasi che avendo promesso l’assessorato a Beltrami aveva bisogno di liberare un posto in Giunta. Negri scrive nel decreto di revoca che vi sarebbero state ‘divergenze’ sul mio operato di assessore? Falso. Mai una sola volta il sindaco ha espresso la minima riserva sul mio operato. Anzi, sia in pubblico che in privato ha sempre manifestato piena approvazione per l’azione amministrativa da me svolta. Negri dice che non è una questione politica con Fratelli d’Italia? Falso. Nell’estremo tentativo di evitare una rottura che avrebbe gettato nel discredito l’intera amministrazione, ho offerto al sindaco le mie dimissioni, pur non avendo proprio nulla da rimproverarmi. Il mio partito ha chiesto che al mio posto venisse nominato il nostro capogruppo Bruno Calderoni, ma anche questa offerta è stata rifiutata. La motivazione? Maura aveva già deciso chi dovrà prendere il mio posto”.
Bergonzi attacca ancora il sindaco e i suoi metodi: “Mi ha informato della revoca via WhatsApp, dopo aver smentito appena due giorni prima, senza nemmeno la cortesia di una telefonata, dal fatto che sulla sua pagina Facebook è riuscito a scrivere due pagine su di me senza mai nominarmi, ma soprattutto dal fatto che ha cancellato decine di commenti negativi sulla sua decisione, evidentemente vergognandosene. E infatti si deve solo vergognare, ma non tanto per la decisione di revocarmi, perché tutti sanno in Comacchio che il suo potere decisionale è pari a zero, ma per le modalità e per gli argomenti falsi e bugiardi che ha utilizzato”.
In conclusione sono intervenuti Tiziana Gelli, ha annunciato per giovedì le sue dimissioni, e il capogruppo in Comune Bruno Calderoni che in un intervento al prossimo consiglio comunale straordinario dichiarerà il suo passaggio opposizione.
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