Lun 21 Feb 2022 - 1157 visite
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Fobie, dipendenze e fragilità acuite. Attenzione ai danni “invisibili” da Covid-19

Le vittime non sono solo gli adolescenti, ma anche gli adulti. Dad e smart-working non hanno aiutato la socializzazione, che ora va riscoperta

Durante il lockdown “molte fragilità già presenti nella popolazione si sono acuite, sia tra gli adulti che tra i giovani“. L’attenzione al problema è lanciata da Alberto Urro, referente progetti nelle scuole dell’Ausl di Ferrara, che delinea una situazione emergenziale da non sottovalutare dovuta al Covid-19.

“I servizi socio-sanitari – spiega – si sono impegnati, durante gli ultimi mesi, a fronteggiare un numero molto superiore di accessi, se confrontati ai numeri a cui eravamo abituati in precedenza. È stato avviato un lavoro importante e significativo per cercare di applicarsi e sviluppare il più possibile una rete, un sistema di supporto e rispondere alle esigenze delle famiglie”.

Diverse le problematiche su cui si è reso necessario l’intervento, a partire da quelle relative alle condizioni di disagio giovanile: “I ragazzi sono stati obbligati a restare in casa e hanno dovuto convivere con il timore di portare nelle loro abitazioni il virus, anche alla presenza di affetti con fragilità. E questo ha sviluppato in certe situazioni delle vere e proprie fobie. Un problema che si è riscontrato anche nelle scuole, dove la didattica a singhiozzi non ha aiutato, tra dad e presenza”.

Ad accusare il colpo però non è solamente la sfera adolescenziale, alla luce delle numerose richieste di aiuto pervenute ai centralini dell’Ausl anche da parte degli adulti che “da funzione di contenitore e di rassicurazione” si sono riscoperti fragili e vulnerabili, costretti a combattere con “difficoltà di ordine quotidiano nello stare tutti a casa o in smart-working, attraversando anche un periodo economico molto duro“.

Ora però si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel: “Stiamo attivando alcuni spazi messi a disposizione degli enti locali dove i ragazzi potranno ritrovare il piacere della socializzazione, contrastando gli effetti collaterali della pandemia. In particolare, le fughe all’interno della dimensione della rete, da cui molti dipendono dopo essere stati chiusi in casa. Se ne sta occupando anche il SerD con efficacia, sensibilizzando sul tema pure i genitori perché non bisogna assolutamente sottovalutare il problema”.




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