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Un investimento sulla sanità del territorio e sulla qualità delle cure. All’ospedale di Cento in funzione una nuova colonna laparoscopica di ultima generazione
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La planimetria dell’impianto
Economia circolare, nessuna concorrenza con i produttori agricoli ferraresi, anzi, ci sarebbe perfino la possibilità di corposo fatturato aggiuntivo, investimenti nella viabilità e in opere di mitigazione ambientale.
Sono gli argomenti che Apis FE1, società del gruppo Alvus srl, che realizza impianti di energia da fonti rinnovabile, mette sul tavolo per la realizzazione dell’impianto per il biometano da realizzare in via Ponte Assa a Ferrara e per il quale ha chiesto l’autorizzazione. Un impianto che, per ora almeno, non sembra vedere il favore da parte del Comune.
“Si tratta della produzione di circa 1000 Smc/ora di biometano avanzato (non di produzione elettrica come erroneamente citato) – spiega la società -. La produzione deriva dalla fermentazione anaerobica – condotta in vasche e tubazioni ermeticamente chiuse – grazie alla fornitura di sottoprodotti da coltivatori e allevatori locali, che conferiranno i prodotti all’impianto di biomasse locali. Infatti, l’impianto sarà allacciato alla rete nazionale Snam e fornirà biometano, quindi energia pulita in rete”.
Uno degli argomenti usati dalla società riguarda l’attuale crisi del gas, con i prezzi alle stelle – non solo per le utenze domestiche o le produzioni industriali, ma anche per i trasporti – e alla quale biometano fornire una risposta più sostenibile e conveniente. “Affinché il biometano sia davvero sostenibile, il biogas deve provenire da residui organici come gli scarti agricoli e in questi casi si parla di ‘biometano avanzato’ – spiega Apis -, una fonte energetica rinnovabile che permette non solo di aumentare l’autonomia energetica italiana, ma anche di raggiungere gli obiettivi ecologici che il paese si è posto nell’ottica della Transizione Ecologica tanto voluta e sponsorizzata dal Governo e dalle forze politiche. Questa tipologia di impianti può essere realizzata per legge su terreni agricoli per permettere la valorizzazione dell’agricoltura nella filiera dell’agricoltura per l’energia rinnovabile”.
“Verranno utilizzati solamente scarti agricoli e agroindustriali – sottolinea Michele Lodi, fornitore di parte delle biomasse della filiera agroindustriale -. Non verranno inseriti rifiuti di nessun tipo, soprattutto non verranno consumate biomasse consumabili da persone o animali. L’impianto biometano, quindi, non è in concorrenza con l‘agricoltura ferrarese al contrario: crea una fonte di fatturato aggiuntivo per le aziende agricole locali – che forniscono biomasse altrimenti non valorizzabili, nell’ottica di un’economia sostenibile e circolare”.
“Il fatturato aggiuntivo per l’agricoltura locale sarà di circa tre milioni di euro annui, mentre l’indotto per personale e servizi ammonta a circa un milione di euro annui, grazie alla creazione di molti nuovi posti di lavoro”, sostiene Alberto Bassi, l’ingegnere ferrarese incaricato da parte della società Apis FE che “prevede di investire circa 1,2 milioni di euro in opere di compensazione – aggiunge Bassi -. Verrà fatto un parco di 65.000 metri quadri contiguo all’impianto con bosco, arbusti, un lago, siepi e filari di frutti selvatici, inoltre ci sono contatti con Tper per poter fornire il biometano come alimentazione agli automezzi pubblici di Ferrara generando così una vera Economia Circolare a km 0”.
Secondo la società, che riprende una determina del Comune di Ferrara -, il conferimento dei sottoprodotti crea un flusso di traffico trascurabile e Apis si impegna a stanziare anche mezzo milione di euro per la costruzione di due rotonde, chieste dalla popolazione da anni, per garantire la sicurezza del traffico locale. Infine, sono previsti 200.000 euro per ulteriori misure decise dal Comune di Ferrara.
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