
(foto Castaldi)
Così come il presidente Joe Tacopina, anche il dt Massimo Tarantino e il ds Giorgio Zamuner non hanno dubbi: quella che è uscita dal calciomercato invernale è una Spal che si è rinforzata.
“L’organico attuale – afferma il direttore sportivo – lo riteniamo più forte, più esperto e più equilibrato, anche se non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo principale. Se più avanti dovessimo raggiungere una posizione di tranquillità in classifica, poi sognare non costa nulla. Ma prima di pensare a qualunque tipo di prospettiva bisogna allontanarci dalla zona di pericolo“.
“Abbiamo iniziato a ragionare un po’ più a lungo raggio” gli fa eco il direttore tecnico, dopo un “mercato della scorsa estate che è stato abbastanza frettoloso per tutte quelle ragioni che conosciamo, dove abbiamo pensato a costruire la rosa più competitiva possibile in base alle disponibilità che c’erano”.
Tarantino prosegue: “In questi ultimi sei mesi di lavoro che sono trascorsi abbiamo avuto la possibilità di capire che tipo di struttura vogliamo dare alla Spal delle prossime stagioni e in questa sessione di calciomercato abbiamo voluto rafforzare un processo di consolidamento per evitare di dover prendere tantissimi giocatori a giugno. E di questo siamo molto soddisfatti”.
Tra le operazioni principali c’è sicuramente la cessione di Seck al Torino: “È stata una trattativa lunga e davvero complessa perché in questo momento di difficoltà economica non è facile trovare club disponibili a spendere così tanti soldi. Demba è un ragazzo giovane che possiede grandi potenzialità da sfruttare a pieno. I tempi si sono prolungati perchè abbiamo avuto la necessità di trovare un punto di incontro per poter definire un accordo, trovando un equilibrio”.
A tal proposito, la Spal avrà diritto a una percentuale sull’eventuale rivendita dell’attaccante senegalese: “Si tratta di una clausola molto importante – aggiunge Tarantino – e, se Seck diventerà un giocatore di grande potenzialità, avere un 20% con un club di Serie A sulla sua eventuale rivendita in futuro è un traguardo importante per noi, che ci potrà aprire un margine economico notevole in futuro. Il Torino ha fatto una vera scommessa su di lui, credendoci fino in fondo, anche se ha tanto ancora da crescere”.
Nell’operazione rientrano anche le cessioni ai granata dei giovani Dell’Aquila (su di lui è prevista una clausola del 50% sulla futura rivendita e lascerà la Spal a giugno) e Gineitis: “Il settore giovanile è un asset importante – ribadisce il dt biancazzurro – ma sul mercato non è mai semplice pianificare tutto e ogni tanto bisogna fare delle valutazioni in base alle priorità. Quella di Seck era un’operazione importante per la Spal e si è reso necessario dover fare dei ragionamenti su due ragazzi. Per noi è stata una piccola rinuncia che ci permette di avere risorse da investire anche per il percorso del settore giovanile in futuro“.
A completare il reparto offensivo e il centrocampo sono arrivati Marco Pinato e Luca Vido in prestito da Sassuolo e Atalanta, come spiega Zamuner: “Entrambi non li abbiamo tesserati a titolo definitivo perchè i loro club ci hanno chiesto di ragionare con calma a giugno sul loro futuro. Soprattutto su Pinato, che andrà in scadenza di contratto e ci potrebbe essere la possibilità di proseguire insieme l’avventura in estate. Per quel che riguarda Vido, invece, l’Atalanta crede che possa esplodere e che in futuro possa portare nelle loro casse un importante plusvalenza“.
Non sono però arrivati Federico Proia e Andrea La Mantia: “Erano profili – sottolinea il ds – che avevamo inserito tra i possibili candidati per andar a rinforzare la nostra squadra, insieme agli stessi Pinato, Zanellato e tanti altri. Siamo molto contenti di aver centrato le caratteristiche dei giocatori che abbiamo portato a Ferrara, dal momento che l’obiettivo era di dare a Venturato più soluzioni in organico che avessero esperienza. Quindi penso che non ci siano arrivati profili meno importanti di altri. Anzi, i nuovi ci permetteranno di aumentare struttura e forza fisica della squadra come ci eravamo prefissati nei nostri obiettivi“.
Nell’ultima settimana di trattative, la Spal si è trovata anche a dover respingere un assalto del Brescia, che aveva fatto un sondaggio per Federico Viviani, ma “di fronte alla nostra decisione netta di non cedere il ragazzo – racconta Zamuner – hanno preso atto e sono usciti dalla trattativa“. Così come non è andata a buon fine quella per portare Daniel Maldini a Ferrara, nonostante, secondo il direttore sportivo, sia un “giocatore dall’enorme potenziale e si fosse aperto uno spiraglio. Ma una volta che il Milan ha fatto le sue valutazioni, abbiamo dovuto rinunciare a intavolare i discorsi e andare oltre ai sondaggi effettuati”.
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