Dal 17 gennaio è tornato in attività lo spazio all'interno dell'ospedale Ss Annunziata. Fabrizio Corazza (Ausl): "Il servizio tende a un'umanizzazione del parto"
Riparte il Punto Nascita di Cento, un centro di “primo livello”
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Cento. Dal 17 gennaio è ripartito il Punto Nascita dell’ospedale Ss Annunziata di Cento, anche se la sua attività “non si era mai interrotta per quel che riguarda il percorso nascita“.
A spiegarlo è Fabrizio Corazza, direttore del dipartimento materno-infantile interaziendale integrato dell’Ausl di Ferrara, che ha voluto sottolineare come “gli ambulatori siano sempre stati attivi al 100% per garantire la presa in carico delle donne sin dalle prime settimane di gravidanza, predisponendo anche un piano per collocare alcune partorienti verso l’hub provinciale dell’ospedale di Cona con un programma interaziendale”.
La ripartenza del centro ha ridato vita allo spazio della sala parto, con l’Azienda di via Cassoli che è riuscita a “trovare il personale che era venuto a mancare” e a predisporre “la formazione delle ostetriche, monitorando anche la situazione dei pediatri, che sarebbe dovuta essere a rotazione tra Cona e Cento”.
Al momento sono garantiti tutti i servizi, con il tema della sicurezza del parto che è alla base di tutto: “Abbiamo un Punto Nascita di primo livello che può dare garanzie anche qualora il travaglio necessitasse di taglio cesareo, tant’è che, adiacente alla sala parto, vi è anche una sala operatoria. A ciò si aggiungono le figure del ginecologo ostetrico, del pediatra neonatologo h24 e dell’anestesista”.
“Il servizio – aggiunge Corazza – tende a una peculiare umanizzazione del parto, dal momento che oggi possiamo contare su ostetriche preparate. Le donne avranno libertà di movimento piuttosto e potranno essere assistite con tecniche come il travaglio in acqua, l’aromaterapia e la musicoterapia. Insomma, ci sono tutte le caratteristiche per un centro che va verso il rapporto one to one tra il paziente e l’ostetrica, che è chiamata prendere in carico la donna sin dai primi momenti dell’entrata in reparto”.
Differente l’approccio in caso di Covid-19: “Se la mamma arriva in condizioni di parto imminente o di emergenza con la positività al tampone siamo in grado di poterla assistere avendo a disposizione una camera isolata, una sala parto e una sala operatoria dedicata, mentre diversamente, qualora il parto fosse programmato, la gravida a termine positiva al Covid-19 sarà inviata a Cona per questioni legate a specifici requisiti di norma. Ma ciò non cambia la sostanza, anche lì troverà un’assistenza omogenea a quella che avrebbe trovato a Cento”.
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