Export, Ferrara rallenta nella crescita regionale
Nel 2025 l'export dell'Emilia-Romagna raggiunge gli 84,2 miliardi di euro con una crescita dell'1,3% rispetto all'anno precedente, secondo i dati di Confindustria
Nel 2025 l'export dell'Emilia-Romagna raggiunge gli 84,2 miliardi di euro con una crescita dell'1,3% rispetto all'anno precedente, secondo i dati di Confindustria
“Il settore cooperativo Lavoro e Servizi, asse portante dell’occupazione territoriale, sta oggi affrontando l’ennesima fase difficile: l’impennata dei costi energetici e del petrolio dovuti alla crisi in Medio Oriente, cui si è aggiunta l’incognita del rialzo dei...
Anche nel 2025, Emil Banca, la Banca di Credito Cooperativo del Gruppo Bcc Iccrea presente in tutte le città emiliane e nel mantovano, ha continuato a crescere superando la simbolica quota di 12 miliardi di euro di mezzi amministrati
Questo il commento di Legacoop Romagna, Legacoop Estense, Confcooperative Romagna-Estense e Agci E-R al provvedimento adottato dal Governo nella giornata del 18 marzo, che, nell’ambito di misure per sostenere famiglie e imprese per fronteggiare l’esplosione dei costi energetici, prevede un credito di imposta di 10 milioni di euro
Il nuovo presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, Massimo Piva ha incontrato nei giorni scorsi il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello
Sul caro bollette l’Emilia-Romagna si ritroverà in riunione lunedì, per un confronto tra Regione e associazioni dei consumatori.
Si discuterà anche di comunità energetiche: “Sono formate da enti pubblici, privati e cittadini, che acquistano energia e la usano in modo da calmierare i prezzi, condividendo gli impianti. È un sistema ancora poco diffuso, ma percorriamo ogni strada possibile per abbattere i rincari”. Lo spiega Vincenzo Paldino, presidente dell’associazione di consumatori Udicon Emilia-Romagna, parlando alla ‘Dire’. Contro il caro bollette, contestualizza Paldino più in generale in attesa del tavolo di lunedì, in realtà nel territorio “si può fare poco: il nostro paese non è autonomo dal punto di vista energetico, ma sta dentro allo scacchiere internazionale. Tuttavia, si può intervenire sul costo delle bollette, che sono formate da tante voci. La quota ‘energia’ ne rappresenta una parte limitata, inferiore al 50%. Per il resto si tratta di accise, oneri di sistema, tasse e Iva”.
Su tutto questo, sprona il presidente Udicon, “si può e si deve intervenire, per calmierare il prezzo dell’energia. Finora c’è stato solo qualche timido segnale in questo senso, fino a 8,5 miliardi di euro di risorse, che effettivamente non basta”. Stima infatti Paldino: “Se si calcola che ogni famiglia pagherà 1.000 euro in più quest’anno, tra 450 per la luce e il resto per il gas, i danni per le famiglie in questi casi sono due: uno diretto, appunto sul costo di energia e gas, e l’altro indiretto, quando acquistiamo qualsiasi cosa. Anche il caffè al bar, già aumentato del 40%, ma non solo. Il costo indiretto è inqualificabile ma anche molto più ampio”.
Quindi, ecco la ricetta: “Intervenire su tasse e accise per dare respiro ai cittadini, poi, in prospettiva, promuovere politiche energetiche che rendano la nostra regione e il nostro paese più autonomi”.
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