Bedin: “La solidarietà è patrimonio di tutti noi”
"Il volontariato esprime, in modo variegato e pratico, il volto solidale della nostra città". Inizia così Domenico Bedin che subito dopo si rivolge al sindaco di Ferrara Alan Fabbri
"Il volontariato esprime, in modo variegato e pratico, il volto solidale della nostra città". Inizia così Domenico Bedin che subito dopo si rivolge al sindaco di Ferrara Alan Fabbri
Certe volte la realtà ha un tempismo tutto suo. E una discreta dose di ironia involontaria. È il caso del post pubblicato il 14 novembre 2025 sui social da Nicola "Naomo" Lodi, ex vicesindaco di Ferrara, dedicato all'apertura del bar "Mai Guai" sotto il Grattacielo
Nei prossimi mesi prenderà vita con iniziative ideate nel segno dell'inclusione il progetto volto a creare un percorso accessibile tra la Casa della Comunità di corso Giovecca e la delizia dei Bagni Ducali di viale Alfonso d'Este, dove saranno realizzate - sempre nell'ambito progettuale - attività culturali, motorie, teatrali e musicali
Dopo 67 anni di attività, lo storico ristorante Da Checo abbassa definitivamente la saracinesca, lasciando un vuoto profondo nella piazza e nella memoria del Lido di Volano
Il 19 gennaio si è riunita l'Assemblea dei soci dell'Accademia Corale Vittore Veneziani per procedere al rinnovo del Consiglio direttivo
Fondazione Acaref Onlus fa un nuovo passo avanti verso la cura delle atassie spinocerebellari stringendo un nuovo patto di collaborazione con l’Università di Ferrara per lo studio della Sca1.
La Fondazione sosterrà con 120mila euro il progetto di ricerca del Dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche ed Agrarie dell’Ateneo ferrarese sulle sindromi atassiche almeno fino al 2025, consentendo al team di ricerca di continuare a cercare una cura a queste patologie che rimangono rarissime e incurabili.
La ricerca, iniziata nel 2016, ha un approccio molto innovativo e promettente, come spiega la professoressa Peggy Marconi, capo progetto. “La forma di atassia denominata Sca1 e le altre forme identificabili mediante un’analisi genetica non sono in alcun modo trattabili perché non si può ritardare l’insorgenza, arrestare o rallentarne la progressione. Per questo il team ha deciso di focalizzarsi sulla ricerca di una terapia personalizzata: per ogni paziente verranno analizzate porzioni specifiche di Dna per identificare le variazioni presenti e discriminare tra alleli mutati e sani. L’intenzione è di creare un approccio che sia in grado di silenziare il solo gene mutato, per bloccare la produzione della proteina tossica alla base dell’insorgenza della patologia. Attualmente siamo a un punto molto importante nella nostra ricerca perché grazie alle biopsie svolte nel 2018 su 20 pazienti affetti da Sca1, abbiamo ottenuto molto materiale sul quale abbiamo potuto lavorare e sperimentare. Indubbiamente anche il nostro lavoro, come tanti altri, ha dovuto rallentare a causa della pandemia, e ci siamo dovuti adattare a tempi ancora più lenti di quanto già non siano quelli richiesti per la ricerca, ma non possiamo demordere. Siamo onorati che Fondazione Acaref abbia sancito questa nuova collaborazione perché solo così si può dare continuità alla ricerca e consentirci di proseguire nello studio di queste patologie”.
Un progetto ambizioso che racchiude la speranza per ogni persona affetta da atassia e per ogni suo famigliare, come spiega Silvio Sivieri, presidente della Fondazione dal 2018: “Dalla nascita della Fondazione il nostro obiettivo è sempre stato uno: arrivare a una cura per le sindromi atassiche. Negli anni ci siamo documentati, abbiamo studiato e abbiamo capito che la ricerca richiede tempi lunghi, per questo ogni nuovo risultato, anche piccolo, che viene raggiunto è un grande passo e va celebrato”.
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