Mer 8 Dic 2021 - 2385 visite
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Educazione sessuale in classe? La Lega grida allo scandalo

Alcide Mosso parla di “molte testimonianze e studi” che ne provano l’inefficacia. Ma non dice quali

Il consigliere Alcide Mosso

Educazione sessuale nelle scuole? Vade retro Satana! Lo pensa il consigliere della Lega di Ferrara Alcide Mosso, che in una lettera si scandalizza per il fatto che l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti abbia “proposto anche a Ferrara di introdurre, con premi, un’ora di educazione sessuale al posto dell’ora di religione”.

In realtà l’Uaar a Ferrara si è distinta per aver regalato alla scuola ‘Tasso’ due kit per la didattica legata alla scienza e alla robotica per gli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica. Insegnamento che l’Uaar definisce “dottrinale” e di cui propone l’abolizione, dal momento che costa 1,25 miliardi di euro all’anno allo Stato italiano.

Dettagli per Mosso, che collega l’Uaar a “una campagna che reputo diseducativa a favore della RU-486”. Mosso invece è collegato alla proposta, sempre di matrice Lega Ferrara, del controllo dall’alto sui libri. In commissione disse tranquillamente che “visto che il Comune paga per l’acquisto di libri (in realtà è il Governo, ndr), credo che sia corretto valutarne la tipologia”. E poi, spiegandosi meglio: “vorrei vedere se questi libri sono adeguati ai nostri cittadini, alle aspettative dei nostri elettori”.

Un tentativo di censura talmente incredibile da scomodare anche i siti esperti in bufale sul web.

Tornando all’educazione sessuale, Mosso si chiede “se tale ‘disciplina’ possa essere inserita come una qualunque materia d’insegnamento, da quali docenti, con quali verifiche, quali obiettivi, un nuovo Stato etico che progressivamente si sostituisce alla famiglia”.

E per rafforzare le sue tesi infarcisce la lettera di citazioni, dati e testimonianze senza indicare alcuna provenienza. E così afferma che lo psichiatra Antonio Slavich, collaboratore a Ferrara del prof. Basaglia negli anni ’60 del secolo scorso, “si dichiarò contrario «all’educazione sessuale a gestione ministeriale», intuendone i rischi”.

Sempre secondo Mosso, ci sarebbero dati precisi (che non svela) a provare l’inefficacia della educazione sessuale nelle scuole: “Molte testimonianze e studi (che non vengono citati, ndr), evidenziano che, nei Paesi dove già viene adottata, ai corsi,  centrati soprattutto  sui metodi contraccettivi, – vedi Gran Bretagna – segue l’aumento di molestie ai danni delle ragazze, rapporti precoci non protetti, gravidanze indesiderate ed aumento della piaga dell’aborto. Il problema è più a monte, nell’educazione, dove la famiglia, pur lasciata senza alcun aiuto concreto, tenta di difendere il rapporto con i figli che non possono essere abbandonati a sè stessi, «con un pacco di profilattici in mano, unica tutela  dalle loro passioni e dai loro possibili errori»”.

“La vita sessuale – prosegue il consigliere della Lega – è una delle prove più significative della  maturità, da affrontare con preparazione e serietà, senza ridurre tutto ad un banale gioco mostrando frutta che può richiamare forme anatomiche. Occorre insegnare rispetto per il proprio e altrui corpo, assegnandogli il giusto ruolo nell’esperienza umana e spirituale di ogni persona. Invece di impartire un’educazione valoriale, è più semplice insegnare tecniche sessuali camuffate da “educazione” e dire ai ragazzi: ecco pillole e profilattici, fate quello che vi pare”.

“Questa è libertà? O non è invece un ennesimo metodo del Paese dei Balocchi per disorientare le coscienze e poterle più facilmente guidare? Chi sono il Gatto e la Volpe?” chiude Mosso citando non si sa se Collodi o Bennato.

Per dovere di cronaca, va ricordato che l’educazione sessuale è materia di insegnamento obbligatoria nella maggior parte dei paesi europei e che l’Organizzazione mondiale della sanità la raccomanda da anni, avendo – sostiene l’Oms – impatti positivi sulla riduzione delle gravidanze e aborti nelle adolescenti, sulla diminuzione delle infezioni da Hiv e a trasmissione sessuale tra i giovani tra 15 e 24 anni e sulla diminuzione di abusi sessuali e di episodi di omofobia.

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