Gio 2 Dic 2021 - 5696 visite
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Il leader dei No Green pass ferraresi avverte i medici: “Nessun crimine rimarrà impunito”

Alessandro Gulinati si augura una nuova Norimberga: "L'impiccagione dei medici nazisti sia di monito a quelli di oggi". Dura la replica del consigliere Merli

Nessun crimine rimarrà impunito” è l’avvertimento lanciato da Alessandro Gulinati, leader dei No Green pass e No-vax ferraresi, che sul proprio profilo Facebook, si auspica una nuova Norimberga per i medici impegnati in prima linea nella campagna vaccinale.

Il parallelismo, come si evince dalle foto pubblicate nel post, è con il Processo ai dottori, il primo dei dodici Processi secondari di Norimberga, che tra gli imputati vide anche Karl Brandt, commissario del Reich per la Sanità, processato tra il 1946 e il 1947 e poi condannato all’impiccagione nel 1948.

E proprio a questo si rifà Gulinati, tracciando quello che a tutti gli effetti è un ignobile paragone tra chi ogni giorno lotta con il Covid per salvare vite umane e chi, invece, si è reso responsabile nella Germania nazista di pianificare e attuare il programma di eutanasia Aktion T4, che portò all’eliminazione sistematica di disabili fisici e mentali, internati, ebrei e zingari ritenuti “indegni alla vita”.

“L’impiccagione dei medici nazisti di ieri – avverte l’organizzatore dei No Paura Day ferraresi – sia di monito a quelli di oggi, la sperimentazione farmacologica contro la volontà degli individui è e rimane un reato contro l’umanità”.

Parole che hanno fatto andare su tutte le furie Simone Merli, consigliere del Partito Democratico che, sempre attraverso Facebook, non le manda a dire e replica: “Questo signore non solo si permette di scrivere e pubblicare queste oscenità (e già basterebbe), ma è anche componente della Commissione Toponomastica del Comune di Ferrara“.

Da qui, l’appello al sindaco Alan Fabbri e all’assessore alla Cultura Marco Gulinelli affinché “provvedano immediatamente a rimuoverlo da tale nomina, non rappresentando in alcun modo, anzi, deturpandoli, i valori profondi della città di Ferrara“.

 

 

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