Cronaca
26 Novembre 2021
Agli sgoccioli il processo contro Pierpaolo Alessio. Il perito del tribunale: la violenza del giovane è stata fatale perché si è sommata allo scompenso cardiaco della signora Silvestri

Uccise la nonna, ma “l’aggressione da sola non avrebbe potuto causare la morte”

Maria Luisa Silvestri
di Daniele Oppo | 2 min

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Maria Luisa Silvestri

La vittima Maria Luisa Silvestri

“Se fosse andata al pronto soccorso ancora viva e non avesse avuto quel quadro cardiologico, in due ore sarebbe andata a casa, con una prognosi di 7 giorni”. Sono parole del medico legale Donatella Fedeli, incaricata dal tribunale di Ferrara di eseguire una perizia sulle cause del decesso di Maria Luisa Silvestri, l’anziana morta dopo che il nipote l’aveva picchiata.

E a processo c’è proprio lui, il giovane Pierpaolo Alessio, accusato dalla pm Barbara Cavallo di omicidio volontario – con dolo eventuale – aggravato: la sera del 20 novembre del 2019 aggredì la nonna 79enne con la quale era uscito a mangiare una pizza nella pizzeria dove lavora la madre. Il ragazzo, che è assistito dagli avvocati Pasquale Longobucco e Simona Totaro, non ricorda nulla dell’aggressione.

Quell’aggressione, nonostante le testimonianze riportino una particolare violenza da parte di Alessio, secondo quanto emerso nella perizia, pare non sia stata qualcosa di così violento, non al punto da essere di per sé idonea a creare la morte di qualcuno.

“Il travaso ematico che si vede – ha spiegato la dottoressa ai giudici togati e popolari – non è riconducibile direttamente a un trauma grave, ma è dovuto all’anticoagulante che amplifica la formazione di ecchimosi”.

A supporto della non gravità in sé delle lesioni subite dalla donna – colpita in almeno sei parti del corpo – la perita ha fatto notare che i colpi sono stati inferti in particolare nella zona temporale – dove ci sono le sopracciglia per intenderci – che è particolarmente esposta alla rottura ma che in questo caso non ha subito lesioni: “La cute è indenne, non ha escoriazioni in testa, non può essere stata un’azione così forte da rompere l’osso temporale che pure è un’area che si rompe facilmente”. In altre parole, la violenza esercitata da Alessio non è stata tanta e non è stata, probabilmente, nemmeno ripetuta: “Non ci sono segni di sfregamento, è difficile colpire più volte la stessa parte e ci vorrebbe una grande precisione”.

In altre parole, “quell’azione aggressiva, da sola, non avrebbe potuto causare l’evento”. Ovvero non avrebbe potuto uccidere la donna. Lo ha fatto, però, perché la signora Silvestri soffriva di un grave scompenso cardiaco al quale quella violenza, tanta o poca che sia stata, si è aggiunta fatalmente.

La prossima udienza è già in calendario per il 16 dicembre: si discuterà la perizia psichiatrica su Alessio e si aprirà anche la discussione con requisitoria e arringhe.

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