Serviranno almeno altri sei mesi per concludere le indagini sui contagi e sui decessi legati al Covid-19 in due case di cura ferraresi, la Residenze per anziani Caterina e la Paradiso.
La pm Barbara Cavallo ha chiesto al giudice delle indagini preliminari Vartan Giacomelli la concessione di una proroga semestrale, considerata la complessità e la delicatezza del procedimento, anche perché si attendono ancora gli esiti della consulenza tecnica affidata all’infettivologo dell’Università di Padova Saverio Parisi, chiamato a verificare se all’interno delle due Rsa vi siano state inadempienze e omissioni nel rispetto dei protocolli per evitare i contagi tra gli anziani ospiti, e dell’ingegnere Lorenzo Belloni, il cui compito riguarda invece l’accertamento del rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro in merito ai dipendenti contagiati.
Le consulenze sono in qualche modo uno spartiacque per l’esito delle indagini, il cui precedente termine era fissato per il 22 novembre.
La procura indaga sulle condotte di sei persone per le ipotesi di epidemia colposa, lesioni, omicidio colposo (per sette decessi) e maltrattamenti. Si tratta di responsabili e coordinatori delle residenze, cioè Patrizia Bianchi, che è legale rappresentante e presidente di Caterina e Paradiso, il responsabile amministrativo della Paradiso e consigliere delegato della Caterina Michele Fiorini, Caterina Elena Fiorini, responsabile amministrativo e consigliere delegato della Residenza Caterina, la responsabile dell’Ufficio protezione e prevenzione della Caterina Alessandra Venturi, la coordinatrice responsabile della Paradiso Gloria Greco Benetti e quella della Caterina, Eleonora Fiorini.
“Siamo sereni e fiduciosi nell’operato della procura – spiega l’avvocato Gianluigi Pieraccini, che assiste molte delle parti offese -. È chiaro che la complessità delle indagini necessiti questo ulteriore decorso temporale”.
Non meno fiduciosa appare la difesa degli indagati: “Sappiamo che è in corso un’attività tecnica che non è ancora conclusa, quindi era scontata la proroga – osservano gli avvocati Eugenio Gallerani e Marco Linguerri, che insieme alla collega Federica Malservigi compongono il collegio difensivo -. Anche la difesa sta svolgendo, parallelamente alla procura, una propria attività di tipo tecnico al fine di verificare la situazione sia da un punto di vista dei profili che attengono i protocolli e il loro rispetto, sia dal punto di vista epidemiologico”.
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