Recensioni
15 Novembre 2021
A Palazzo Roncale ‘La Grande Alluvione’ racconta l’esemplare riscatto del Polesine dopo la catastrofe del 1951

Alluvione 70 anni dopo, in mostra il colossale riscatto della “Mesopotamia d’Italia”

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Violentò la fidanzata nel bagno del treno. Oltre otto anni per un 24enne

L'ha violentata a bordo di un treno regionale lungo la linea Bologna-Ferrara, costringendola ad andare in bagno con lui e ad avere un rapporto sessuale completo contro la propria volontà. È la principale accusa per cui un 24enne di nazionalità peruviana è stato condannato in primo grado a otto anni e un mese di carcere

Caporalato durante l’aviaria. Condannati i vertici delle cooperative spurie

Da una parte tre condanne in primo grado a quattro anni di carcere, dall'altra una pioggia di assoluzioni e di non luogo a procedere. È quanto ha sentenziato ieri (giovedì 9 aprile) il collegio del tribunale di Ferrara per il presunto caso di sfruttamento di manodopera di lavoratori stranieri durante le operazioni di bonifica dal focolaio di aviaria all'Eurovo di Codigoro

Travolse un’auto ferma al semaforo e uccise una donna. Condannato 26enne

Per la tragica fine di Marika Cucchiarini, la mamma di 45 anni, morta il 7 giugno 2024 dopo un grave incidente stradale avvenuto la sera prima lungo la SS16 Adriatica, a San Nicolò, nel territorio comunale di Argenta, ieri (9 aprile) mattina, un 27enne ferrarese - a processo per omicidio stradale e lesioni, aggravate dalla guida in stato di ebbrezza - è stato condannato a 3 anni e 4 mesi

PBL_112895 001

“70 anni dopo. La Grande Alluvione”, mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, curata da Francesco Jori con Alessia Vedova e Sergio Campagnolo (in Palazzo Roncale dal 23 ottobre al 31 gennaio) è il racconto di un corale e colossale atto di orgoglio e della capacità di riscatto di quella che era definita la “Mesopotamia d’Italia”.

“La storia del Polesine è racconto di secolari e pesanti ingiustizie, con la forbice drammatica aperta tra un latifondo monopolista e decine di migliaia di persone condannate a una stentata sopravvivenza. Ma non per questo rassegnate: nel Risorgimento è Fratta Polesine a diventare uno dei poli dei moti carbonari; la trama di fine Ottocento è caratterizzata da straordinarie azioni sindacali; e anche dopo, con l’avvento del fascismo, è una figura polesana come Giacomo Matteotti a opporsi in modo indomito alla dittatura, pagando l’opposizione con la vita. Non solo protagonisti di primo piano, tuttavia: la Storia è fatta anche da milioni di persone senza storia, che ogni giorno ripartono con coraggio e tenacia superando ogni difficoltà. I polesani l’hanno fatto da ben prima dell’alluvione del 1951, hanno continuato a farlo durante, e hanno perseverato anche dopo. Come questa mostra si propone di raccontare”, afferma il curatore Francesco Jori. Distanziandosi, pur nel rispetto per il ricordo, da tutte le precedenti rievocazioni.

Puntualmente, infatti, da quel 14 novembre 1951, ogni decennale della Grande Alluvione è stato ricordato, riproposto, rivisitato. Sono state rievocate circostanze e testimonianze, sono state indagate le cause, sono state ricostruite le azioni di soccorso intraprese a favore della popolazione, e quelle di riparazione degli ingenti danni provocati dall’acqua. Ogni volta con approfondimenti di assoluto rilievo, che hanno consentito di fare sempre più chiarezza nelle dimensioni e nella portata della catastrofe.

“Questa mostra si propone – anticipa Jori – un obiettivo diverso, se si vuole più ambizioso: inserire l’evento del ’51 in una cornice storica di ampia portata, che ricostruisca la storia di questa terra e la sua straordinaria capacità di resilienza, fino ad approdare da alcuni anni a una situazione di relativo benessere che la equipara alla media del Veneto, una delle regioni più avanzate d’Italia sia pure in tempi di crisi”.

“Già le prime cronache di chi arriva da fuori per raccontare la tragedia parlano della straordinaria capacità di resistenza delle persone coinvolte, a tutti i livelli; ed è emblematico che una ricostruzione, originariamente prevista sull’arco di un paio d’anni, sia stata completata in soli sei mesi. Ma la ripartenza non si è esaurita nel medicare le ferite e ricucire gli strappi: da lì, progressivamente, si è messa in moto la rinascita di un Polesine deciso a non farsi più condizionare dalla natura; e che oggi sta trovando una sua via originale di sviluppo, ritagliandosi un ruolo specifico nel contesto veneto e nazionale. Uno sforzo premiato anche dalle statistiche: in avvio del terzo millennio, gli indicatori economici hanno documentato l’allineamento del rodigino alla modernità”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com