Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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Gli ha sferrato una testata mentre stavano aspettando il loro turno, facendolo finire al pronto soccorso. È quanto accaduto nel pomeriggio di venerdì 19 giugno alla farmacia comunale di corso Porta Mare
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Dopo l'allarme lanciato ai Carabinieri e giorni di ricerche, è rientrata autonomamente nella propria abitazione venerdì 19 giugno
I Cpr come "sinonimo di disumanità e morte dei diritti". Di questo si è parlato martedì 17 giugno, durante la seconda serata della sedicesima edizione degli Emergency Days che si è aperta con un incontro pubblico che volge lo sguardo alle mille ombre dei cosiddetti Cpr

Nicola Lodi
Ancora un guaio giudiziario per Nicola ‘Naomo’ Lodi, il vicesindaco leghista di Ferrara. Il prossimo 17 novembre, infatti, dovrà presentarsi davanti al giudice dell’udienza preliminare Vartan Giacomelli e rispondere del reato di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
Il caso è quello della pubblicazione sulla propria pagina Facebook del video delle telecamere di sorveglianza poste dal Comune davanti al D-Verso che riprendevano la rissa fuori dal locale di via Modena, noto per essere molto problematico e chiuso innumerevoli volte dalla Questura per motivi di ordine pubblico.
L’assessore alla sicurezza, una volta entrato in possesso di quelle immagini, il 17 ottobre del 2019 ne pubblicò un estratto nella propria pagina Facebook: la sequenza video ritraeva un pestaggio, o per usare le parole di Lodi che accompagnavano il post, “due donne selvaggiamente picchiate da diversi energumeni nigeriani”. “Quando vedo queste scene mi sembra di essere a Lagos, e invece siamo a Ferrara – scrisse ancora Lodi – Tutti questi anni di accoglienza sfrenata senza controlli, anni di percezioni, anni dove la precedente amministrazione ha deriso i suoi residenti e questo è il risultato! Non possiamo più tollerare una simile violenza. Queste bestie non devono più avere spazio nella nostra città!”.
Quel video non doveva essere diffuso – sostiene la procura – per scopi di propaganda politica dall’assessore, in questo caso in veste di pubblico ufficiale, bensì doveva essere lasciato a disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza per le indagini.
Lodi venne interrogato il 5 luglio in procura, assistito dagli avvocati Ciriaco Minichiello e Carlo Bergamasco, e spiegò che la sua fu una forma di comunicazione istituzionale, ma le sue spiegazioni non sembrano aver fatto cambiare idea al pm Ciro Alberto Savino, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio.
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