Cronaca
22 Ottobre 2021
Yaya Yafa è stato schiacciato tra la ribalta del magazzino e un camion. Era stato assunto dall'Sda da appena tre giorni

Abitava a Ferrara il 22enne morto sul lavoro all’Interporto di Bologna

di Redazione | 3 min

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Immagine tratta dalla pagina Facebook Si Cobas Lavoratori Organizzati

Era residente a Ferrara, Yaya Yafa, il 22enne originario della Guinea Bissau morto all’interporto di Bologna, intorno all’1 di notte di giovedì 21 ottobre, mentre era al suo terzo giorno di lavoro.

Il ragazzo, che lavorava come facchino interinale in un magazzino del colosso della logistica Sda, all’interno del polo di Santa Maria in Duno di Bentivoglio, è rimasto schiacciato fra la ribalta della struttura e un camion.

Dalla prima ricostruzione il mezzo pesante non si sarebbe spostato e a muoversi, causando la morte del giovane, sarebbe stata la piattaforma mobile, che lo ha colpito in pieno senza lasciargli scampo.

La vittima ha riportato lo sfondamento del torace e sarebbe morta sul colpo. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Molinella e il personale della medicina del Lavoro.

Significativa la testimonianza di uno dei colleghi ai microfoni della Rai Regionale: “Mentre il ragazzo stava lavorando, è arrivato l’autista che ha agganciato il camion. Solitamente, prima di fare questa azione si deve avvisare il piazzalista, che a sua volta deve avvisare i capi dentro con il walkie talkie, ma ciò non è successo. Il camion è stato agganciato e sono stati attaccati i tubi dell’aria”.

Il racconto prosegue: “Questo però non bisogna farlo perché il rimorchio si alza al livello della ribalta, com’è successo. Con quella manovra, il povero collaboratore ha preso paura perché aveva appena iniziato a lavorare e voleva sapere cos’era successo e, nel momento in cui si è affacciato per guardare, il camion l’ha schiacciato contro il muro. È stato là nove minuti, lo abbiamo trovato schiacciato, lo abbiamo liberato, ma era già morto”.

La dinamica precisa dell’incidente resta comunque all’esame dell’autorità giudiziaria che ha già aperto un’indagine, con l’ausilio degli accertamenti delegati all’Unità operativa prevenzione e sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Ausl di Bologna.

Intanto, i Si Cobas hanno proclamato due ore di sciopero, mentre il sindaco bolognese Matteo Leopore ha convocato un incontro urgente per martedì 26 ottobre alle 16.30 con la regione Emilia-Romagna, Interporto, Ispettorato del Lavoro, il Comune di Bentivoglio, l’Unione Reno Galliera e i sindacati confederali al fine di “valutare e condividere assieme le azioni da intraprendere per rispondere al tema della qualità del lavoro nell’ambito del settore logistico”.

Uno sciopero è stato indetto anche dai sindacati Nidil Cgil, Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti di Bologna nella aziende Sda, consorzio Metra, Cooperativa Dedalog e delle agenzie di somministrazione che lì operano, che si è tenuto dalle ore 13 alle ore 15 di oggi (21 ottobre), sul luogo dell’accaduto, poiché – come riferiscono all’Ansa – “il massiccio utilizzo che le aziende svolgono delle agenzie per il lavoro per brevissimi contratti di lavoro, non può non prescindere dal rispetto delle norme sulla salute e sicurezza”.

 

 

 

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