Il direttore delle attività sociosanitarie dell'Azienda ha sottolineato: "Si tratta della più frequente delle demenze che va a colpire la capacità cognitiva delle persone"
Alzheimer. Romagnoni (Ausl): “Attività fisica e socializzazione per prevenirlo”
Riposerà nel cimitero di Ostellato il corpo dell'anziano 80enne mai identificato che, lo scorso 16 gennaio, era stato trovato senza vita nelle valli del Mezzano. Sabato (10 aprile) mattina infatti, a quasi tre mesi dal ritrovamento, è stato celebrato il funerale dell'anziano
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Dalla perquisizione di un'automobile sospetta, un arresto per spaccio e due segnalazioni alla Prefettura. È quanto accaduto nella tarda serata di venerdì 10 aprile, quando una pattuglia del Norm dei carabinieri era impegnata in un servizio di controllo in via Bologna
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Le verifiche in banca dati sugli animali registrati hanno evidenziato che due fattrici erano state introdotte all'interno del territorio nazionale senza le certificazioni sanitarie necessarie alla loro importazione
di Davide Soattin
Deficit di memoria, disorientamento, perdita di cognizione del tempo e dello spazio sono le principali conseguenze dell’Alzheimer, “la più frequente delle demenze” come spiegato da Franco Romagnoni, il direttore delle attività socio sanitarie dell’Ausl di Ferrara.
“Parliamo di una malattia – ha sottolineato il responsabile – che è tra quelle neurodegenerative, dove vi è una progressiva perdita di neuroni, che diminuiscono la loro capacità di funzionare insieme alla capacità cognitiva della persona”.
Nonostante ciò, Romagnoni ha evidenziato come svolga un ruolo fondamentale la prevenzione, a partire dall’ “attività fisica, che riesce ad aumentare la riserva di neuroni e a proteggerli dalla morte naturale, in maniera semplice e poco costosa, prevenendo sia la demenza che il rischio di altre patologie”.
A ciò si aggiunge il controllo dell’ipertensione e dei deficit sensoriali, per cui “è fondamentale mantenere una buona capacità prestazionale, soprattutto nell’età media”, insieme ai diversi “elementi di stimolazione della memoria” che vanno dalla socializzazione all’istruzione, importante “nell’età giovanile per crearsi una riserva neuronale che possa essere un patrimonio da spendere poi nell’età più elevate”.
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