Cronaca
10 Settembre 2021
La procura chiede il processo per l'ex primario Roberto Ferrari, quello attuale Gabriele Guardiglia e per l'ex direttore del Servizio personale Umberto Giavaresco

Pressioni per rinunciare al posto: tre indagati per tentata concussione in Cardiologia

di Daniele Oppo | 2 min

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Per la difesa è un grosso equivoco, per la procura è invece una tentata concussione per favorire medici più graditi e per questo ha chiesto il processo per Roberto Ferrari, cardiologo di fama internazionale e all’epoca dei fatti primario al Sant’Anna, Gabriele Guardigli, che ha preso il suo posto a Cardiologia, e Umberto Giavaresco, ex direttore del Servizio personale.

L’udienza preliminare è fissata per il 13 ottobre. L’accusa è di aver, con una spinta più o meno gentile, invitato due medici (Chiara Carrescia e Luca Pellegrino) a rinunciare al posto di cardiologo a Cona, nel 2016, quando si liberarono proprio due posti e si andò a scorrimento con la graduatoria formata nel 2010.

Il fascicolo è in buona parte basato su un colloquio registrato da Carrescia con due dei tre accusati (non con tutti e tre come riportato nella versione iniziale di questo articolo, ndr). Per l’accusa è la prova della tentata concussione, per la difesa dimostra solo come i dirigenti di allora stessero cercando la figura più idonea per le esigenze del reparto: il discrimine era, infatti, il possesso di una specializzazione in elettrofisiologia (che serve, ad esempio, per gli impianti di pacemaker), se i candidati la avevano, nessun problema, se no avrebbero rischiato di non superare il periodo di prova.

Una spiegazione che non ha convinto la pm Isabella Cavallari, che ha chiesto per il rinvio a giudizio dei tre per tentata concussione: nessuna delle due parti offese, infatti, rinunciò all’incarico.

La richiesta ha invero colto un po’ di sorpresa le difese, che pensavano di aver abbondantemente chiarito tutto: “Si tratta di un equivoco – spiega l’avvocato Marco Linguerri -, le persone coinvolte sono serene e aspettano ora di poter chiarire tutto in tribunale, con grande tranquillità”.

 

Articolo aggiornato e corretto dopo la pubblicazione iniziale

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