Lettere al Direttore
20 Luglio 2021

Auto e intestazioni fittizie, casi in aumento

di Redazione | 4 min
Gentile Direttore,
nel complimentarmi col Comando Carabinieri di Lido Estensi che, dopo lunghe indagini, ha individuato un cittadino di nazionalità serba intestatario fittizio di quasi centocinquanta auto, desidero attirare l’attenzione sul fenomeno, molto più diffuso di quanto non si creda, come risulta anche dalla recente inchiesta de il Sole 24 Ore, secondo cui in Italia circolerebbero oltre 43000 auto intestate a poco più di 300 intestatari fittizi nullatenenti o irreperibili, con l’aggiunta che, le stime potrebbero anche essere doppie di quelle risultanti al giornale.
Purtroppo, temo che il fenomeno sia destinato ad aumentare, con sensibili ricadute sociali, in quanto le auto intestate fittiziamente quasi certamente non sono coperte da assicurazione RCA, quasi certamente evadono il pagamento della tassa di circolazione e, sicuramente, non sono soggette al pagamento delle sanzioni, in caso di infrazioni accertate dal sistema autovelox e tutor.
Circa trent’anni fa ero stato nominato responsabile di un importante sportello di riscossione tributi in provincia di Ferrara, ed ho avuto modo di toccare con mano i primi casi del fenomeno, in quanto con la riscossione a ruolo, come avveniva allora, mi sono trovato qualche caso di cittadino straniero intestatario fittizio di numerose auto, che risultava assolutamente irreperibile. Dopo qualche anno si previde il fermo amministrativo del veicolo, quello che i giornalisti chiamarono “ganasce fiscali”: in teoria un provvedimento giusto, ma, di fatto, di poco o nullo risultato, in quanto il fermo amministrativo veniva iscritto al PRA, mentre il veicolo poteva circolare liberamente e, soggetto al fermo reale, solo in caso di accertamento da parte delle FFOO in occasione di rarissimi controlli sulle strade. La conseguenza, è stata che auto sottoposte a fermo perché l’intestatario non ha pagato una sanzione o assolto al pagamento della tassa di circolazione, possono circolare liberamente, e magari anche senza copertura assicurativa RCA.
Eppure, da allora, sono aumentate in maniera esponenziale apparecchiature per il controllo della velocità dei veicoli (autovelox e tutor) che, rilevando il numero di targa, danno la possibilità di rintracciare il proprietario del veicolo che è stato fotografato a commettere un’infrazione. In tal caso scatta l’automatica stampa del verbale che, in breve, viene notificato al proprietario dell’auto, che sarà obbligato al pagamento della relativa sanzione. A questo punto il cittadino onesto, oppure quello che potrebbe avere qualche cosa da perdere dal punto vista economico o sanzionatorio, provvede celermente al pagamento delle sanzioni.
Ma che cosa succede a chi è intestatario fittizio di auto? Nulla!
Non paga nulla di nulla, perchè qualora si andasse a cercarlo per fargli pagare la sanzione in via esecutiva, o non lo si trova oppure risulta nullatenente, se non la proprietà dell’auto che, magari, potrebbe già essere soggetta a fermo amministrativo.
Con questo sistema lo stato italiano spenna fino all’ultimo centesimo i cittadini onesti, dando la possibilità ai “furbetti” che hanno avuto la possibilità di far intestare l’auto ad un prestanome, di sottrarsi ai propri obblighi. Ciò non da oggi, ma, come ho detto, almeno da qualche decennio.
Ora, a parte la delinquenza nostrana che utilizza questo sistema di intestazione fittizia delle auto, pare che il fenomeno potrebbe essere in aumento esponenziale, conseguente anche al gran numero di stranieri illegali e clandestini sul territorio italiano.
Eppure ci potrebbero essere deterrenti utili ad affrontare e combattere il fenomeno, se solo vi fosse la volontà.
Ne accenno solo a qualcuno: ottenere un data base di intestatari fittizi di un certo numero di auto incrociando il codice fiscale con le targhe delle automobili iscritte al PRA, potrebbe essere un primo vaglio su cui puntare. Un altro metodo, dinamico, potrebbe essere quello di incrociare le targhe fotografate da autovelox e tutor, con le auto sottoposte a fermo amministrativo (per esempio), oppure le targhe di auto che circolano non coperte con assicurazione RCA, oppure che non hanno assolto il pagamento della tassa di circolazione. Invece, autovelox e tutor sono utilizzati da enti locali che utilizzano queste apparecchiature al solo scopo di far fare cassa e, magari, cercare di raggiungere e superare il budget del bilancio preventivo da parte degli organi di polizia per arrivare a raggiungere il premio che una volta era chiamato di “diligenza” ed oggi, invece, di “performance”. Il tutto a scapito di cittadini onesti o che non possono sottrarsi al pagamento dell’odiosa sanzione per aver superato magari di pochi Km/h un limite di velocità il più delle volte stabilito con un provvedimento amministrativo ad hoc.
Cordiali saluti.
Lucio Maccapani 
Grazie per aver letto questo articolo...

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