Cronaca
16 Luglio 2021
Un inferno lungo 4 anni. A processo un uomo di 43 anni. In aula ha testimoniato anche il minore

Violenze sulla moglie davanti al figlio. Il pm chiede 5 anni e mezzo

di Redazione | 2 min

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In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto

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C’è un ferrarese dietro alla rapina messa a segno lo scorso 29 dicembre al supermercato Ecu di via Valli, a Bagnolo in Piano. I carabinieri hanno infatti identificato e arrestato il presunto responsabile: si tratta di un uomo di 48 anni, rintracciato nei giorni scorsi nell’abitazione della compagna a Castelnovo Monti

La picchiava, la tirava per i capelli, le strappava il vestito di dosso e la minacciava, cercando di avere rapporti sessuali. E questo in preda ai fumi dell’alcol. L’inferno emerso dalle testimonianze sarebbe durato 4 anni, dal 2015 al 2019.

Per quei fatti è a processo un uomo di 43 anni, accusato dalla procura di maltrattamenti in famiglia violenza sessuale sulla moglie pluriaggravata dal fatto che commettesse le violenze mentre era ubriaco e perché a subirle era la moglie.

Ulteriore aggravante il fatto che molte delle violenze denunciate avvenissero sotto gli occhi del figlio, oggi quattordicenne.

A determinare la pm Barbara Cavallo a chiedere la condanna dell’imputato a 5 anni e 6 mesi, oltre alle denunce dell’ex consorte, le testimonianze del vicino – che ha raccontato in aula come una o due volte dovesse ospitare la donna e il figlio che scappavano dalla furia dell’uomo – e del minore, chiamato a sua volta a ricordare quei drammatici momenti davanti al collegio del tribunale di Ferrara.

Anche dai ricordi della donna – che alla fine scelse di denunciare tutto ai carabinieri – sono emersi dettagli altrettanto inquietanti, come la volta che l’avrebbe minacciata con una mazza da hockey, lo sport che praticava fino a qualche anno prima.

Alla richiesta di condanna della pubblica accusa si è associata l’avvocato Mirca Ferrari, costituita parte civile per ex moglie e figlio,

La difesa, sostenuta dall’avvocato Marco Cavalli ha sostenuto invece che – proprio in base ai racconti dei testimoni – non si potesse parlare di violenza sessuale consumata. Al massimo tentata, ma anche su questa ipotesi ha sollevato dubbi, tanto da chiedere l’assoluzione.

Il tribunale collegiale, composto dai giudici Tassoni, Caucci e Marini ha rinviato le parti per eventuali repliche e sentenza al 30 settembre.

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