Mar 22 Giu 2021 - 4060 visite
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Spal, la proprietà programma la nuova stagione e non chiude a Tacopina

Colombarini e Mattioli hanno presentato il progetto per "una salvezza tranquilla" e spiegano: "Abbiamo deciso di presentare la nuova stagione indipendentemente da come finiranno le trattative in corso"

di Davide Soattin

Mentre la trattativa per l’acquisizione della Spal da parte di Joe Tacopina continua senza sosta, l’attuale proprietà biancazzurra rompe gli indugi e il silenzio degli ultimi mesi, facendo il punto della situazione e presentando – come previsto – il progetto per il prossimo campionato, in attesa di una fumata bianca che potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

A partire da Giorgio Zamuner, che verrà confermato come direttore sportivo con il compito di allestire un gruppo giovane che possa puntare a una salvezza tranquilla e che si ritroverà a Ferrara il 9 e il 10 luglio per il raduno iniziale, prima di partire per il ritiro, fissato dall’11 al 24 luglio, tra Mezzana e Marilleva in Val di Sole.

A giorni poi, alla volta di giovedì o venerdì, sarà ufficializzato anche il nome del nuovo allenatore, con una corsa a tre in cui a spuntarla dovrebbe essere Cristian Bucchi, o comunque – assicura la dirigenza – un profiloallettato dal poter venire ad allenare un club glorioso come la Spal e per nulla timoroso dal lavorare con ragazzi giovani”.

“Abbiamo pensato – spiega patron Simone Colombarini – fosse opportuno farci sentire per spiegare la situazione attuale ed evitare speculazioni fuori luogo e di sentir dire che non stiamo facendo niente perché stiamo lavorando e non abbiamo mai passato così tanto tempo in via Copparo. Gli ultimi due anni sono stati molto difficili sia dal punto di vista personale che di quello umano, senza tifosi e pubblico, arrivando a perdere anche l’idea di famiglia che ci ha contraddistinto dal nostro arrivo”.

Simone prosegue: “Lavorare in questa situazione non è facile, soprattutto per via dei problemi economici derivanti dal Covid che hanno colpito non solo noi, ma tutte le società. Questi anni complicati ci hanno indotto a fare delle riflessioni e mi dispiace che sia trasparito un distaccamento o la poco volontà da parte nostra ma non è così. Purtroppo però siamo arrivati a un punto in cui non possiamo rispondere alle aspettative di tutta la tifoseria“.

“Da una parte – specifica il patron – so di avere una Curva Ovest disposta a sostenerci a qualsiasi condizione, che non vede l’ora di ripartire con il campionato e una squadra fatta di volti nuovi e magari un po’ più inesperta ma combattiva, così come lo sono io, che non vedo l’ora di partire con le aspettative che ci possiamo permettere in base alle nostre possibilità. Però so anche che c’è una parte di tifoseria che si aspetta molto di più“.

La realtà dei fatti però è una sola: “Se andremo avanti noi e saremo da soli, non dovremo pensare tanto ai prossimi investimenti. Siamo pronti a partire, stando ancora più attenti alla gestione. Ma questa consapevolezza di non essere in grado di rispondere alle richieste di tutta la piazza ci ha fatto anche riflettere e guardarci intorno. Tant’è che sono arrivate manifestazioni di interesse di tutti i tipi, di chi vuole entrare in società e appoggiarci, di chi vuole rilevare tutte le quote e di chi ha fatto solamente un sondaggio e si è ritirato”.

“Noi vogliamo fare il meglio possibile per la Spal e la città – sottolinea Colombarini – e per farlo bisognerà valutare attentamente e con cura chi si presenta e cosa propone. Oggi siamo arrivati a un punto in cui i parametri a cui eravamo abituati sono stati sforati un po’ per errori nostri e un po’ per la pandemia, con i costi che non sono calati minimamente, a fronte di una retrocessione e di un paracadute che non è stato sufficiente a coprire le spese dell’intero anno“.

“Non ci possiamo più permettere di avere delle perdite – avvisa -, anche se la volontà di andare avanti a queste condizioni c’è. Quello che risulterà dalle trattative in corso ancora non lo so, abbiamo firmato un patto di riservatezza che siamo intenzionati a rispettare fino in fondo. Abbiamo deciso di dare il via alla stagione indipendentemente da come finiranno questi negoziati, in attesa di capire se ci sarà la volontà da parte di tutta la città di avere una squadra senza grandi ambizioni ma che possa salvarsi. E questo darebbe una spinta diversa”.

E sulla possibilità di scegliere se percorrere una strada rispetto ad un’altra, Simone spiega: “Non c’è un opzione gradita rispetto ad altre. Mi piacerebbe poter avere un socio e continuare con qualcuno che condivida la nostra idea con lo stile e le modalità nostre, oppure avere un appoggio da due o tre soci per affrontare investimenti più importanti. Abbiamo fatto anche un sondaggio su Ferrara ma abbiamo ricevuto zero risposte“.

Di sicuro, fondamentale sarà ora seguire i numeri e il bilancio, come evidenziato dal presidente Walter Mattioli: “Durante le ultime settimane ci siamo messi in contatto con tante società per cedere qualche giocatore perché diversi hanno finito il loro ciclo qui. Partirà molto probabilmente qualche pezzo da novanta, come Berisha, Valoti e forse Vicari, mentre ripartiremo da uomini come Mora, Demba, Okoli, Ranieri e Sernicola. A breve incontrerò poi anche l’Atalanta e la Fiorentina per altri prestiti“.

“Dobbiamo rimanere uniti – chiude il pres, ripercorrendo gli otto anni che hanno portato la Spal dalle stalle alle stelle – perché abbiamo vinto tutti insieme. Stiamo lavorando. Anzi, abbiamo tanti eventi in programma dalla presentazione delle nuove maglie che sono già arrivate a quella della nuova squadra, coinvolgendo anche i vari club. Io sono un malato cronico di Spal e ho come obiettivo quello di far sì che la Spal sia sempre più forte. Noi faremo di tutto, ma ci sarà da soffrire ancora un anno o due prima di poter ripartire con una situazione economica e finanziaria diversa. Poi, quello che succederà nei prossimi mesi, se succederà, lo vedremo“.

 

 

 

 

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