Cento
27 Marzo 2021
Sit in il 30 marzo in piazza Guercino: "Vogliamo sapere perché svendete a 3 euro ciò che vale 11 euro"

Fusione Caricento in Credem, i Piccoli Azionisti insorgono

di Redazione | 3 min

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Marco Mattarellimattarelli

Cento. L’Associazione Piccoli Azionisti di Caricento, presieduta da Marco Mattarelli, organizza per il 30 marzo alle ore 11 in piazza a Cento un sit-in di protesta in merito all’operazione di fusione di Caricento in Credem.

“Vogliamo sapere perché svendete a 3 euro ciò che vale 11 euro”, dichiara Mattarelli, riferendosi all’impatto dell’operazione per gli azionisti e in particolare per i piccoli azionisti. “L’operazione – spiega l’associazione riferendosi a quanto letto sulla stampa – è prevista con un concambio azionario di 0,7 azioni di Credito Emiliano per ogni azione della Cassa di Risparmio di Cento. A seguito dell’aumento di capitale che dovrà essere eseguito da Credem a supporto dell’operazione, i soci attuali della Cassa arriveranno a detenere circa il 2,85% del Gruppo. Inoltre si legge ancora: “L’accordo, oltre a regolare le usuali garanzie rilasciate da parte della Fondazione e della Holding a favore di Credem, prevede la cessione, contestuale alla fusione, di 1.000.000 di azioni della Cassa di Risparmio di Cento al Credito Emiliano per un importo complessivo di 7 milioni di euro, da parte della Fondazione e della Holding. I valori di cui sopra saranno oggetto di conferma da parte degli esperti chiamati a redigere la propria relazione sulla base delle norme civilistiche e potranno essere soggetti ad aggiustamenti, positivi e/o negativi, anche in funzione dell’evoluzione di talune attività della cassa”.

A fronte di quanto riportato l’Associazione Piccoli Azionisti di Caricento si pone alcune domande. “Il patrimonio della nostra banca al 31 dicembre era di 168 milioni, il che vuol dire 11,24 euro per azione. Perché viene venduta a 0,7 azioni Credem per una azione Caricento, cioè tradotto in euro 52 milioni? Quali sono le garanzie che deve rilasciare la Fondazione? In base a quali criteri gli ‘esperti’ redigeranno la relazione? Quali sono ‘talune attività della Cassa’ soggette a evoluzione? Da dove derivan o gli annunciati ‘risparmi di costi’ di 13 milioni?”.

Mattarelli spiega inoltre che la Fondazione “dal 2015 ha avviato l’applicazione del protocollo Acri quando le nostre azioni valevano 21 euro e nonostante l’affiancamento di “professionisti preparati” non è stato possibile evitare un crollo a 2,1 euro al 31 dicembre 2020 e una perdita per gli azionisti privati di 62 milioni di euro, senza contare quelli persi dalla fondazione che rappresenta il 67% delle azioni ma che in sostanza appartengono alla città di Cento”.

“Dopo avere riposto fiducia, soldi, pazienza – conclude Mattarelli – non ci restano che due strade: la magistratura, da noi consigliata, o riporre qualche piccola residua speranza in Credem (se si concluderà la transazione) auspicando caldamente che coinvolga la base sociale nella governance della banca al fine di realizzare il legame vero con il territorio e spazzi via questa classe dirigente, superba, spocchiosa, arrogante e incapace, a cui abbiamo consegnato un patrimonio e che ci restituisce briciole”.

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