A fronte della notizia sulla chiusura indagini a carico dei vertici della coop Vivere Qui, prendono la palla al balzo, il sindaco Alab Fabbri e il vice Nicola Lodi. Parlano di “ennesimo business di una cooperativa”, dicono che “siamo di nuovo di fronte una cooperativa a cui lo Stato versava fiumi di soldi pubblici e che invece di fare accoglienza speculava sulla pelle dei richiedenti asilo, arricchendo gli amministratori”.
Niente di così nuovo, in realtà, non c’è nulla di ‘ennesimo’. C’è una nuova qualificazione giuridica del reato, ma l’indagine e i fatti rimangono gli stessi che Fabbri e Lodi si erano già precipitati a commentare nel 2018 muovendo le accuse che ora rinnovano.
“La realtà scoperta dalla Guardia di Finanza di Ferrara è l’ennesima dimostrazione di quanto l’immigrazione incontrollata e il sistema di gestione degli immigrati, mantenuto in piedi per anni dal Pd e dalla sinistra, si presti a diventare un business per cooperative e faccendieri senza scrupoli – afferma Alan Fabbri -. Da sempre come Lega abbiamo denunciato, a livello nazionale e locale, il rischio concreto di una speculazione sulla pelle degli immigrati dovuto ad un sistema sbagliato. Anche a Ferrara avevamo segnalato situazioni poco chiare su cui io stesso, quando ero capogruppo, avevano interrogato la Regione. La risposta? Il solito muro di gomma del Pd che non vuole vedere i problemi”.
“A quanto risulta siamo di nuovo di fronte una cooperativa a cui lo Stato versava fiumi di soldi pubblici e che invece di fare accoglienza speculava sulla pelle dei richiedenti asilo, arricchendo gli amministratori, dice Fabbri, secondo il quale siamo davanti a “un fatto gravissimo che denuncia a gran voce un sistema malato che, per anni, ha lucrato su politiche sbagliate facendo pagare due volte il conto ai cittadini, danneggiati perché costretti a sopportare le conseguenze dell’immigrazione incontrollata e beffati – sostiene il sindaco, pur non essendoci ancora alcuna condanna – perché il denaro finito nelle tasche di delinquenti senza scrupoli erano quelli di chi paga le tasse, guadagnati con il duro lavoro”.
“Questo scempio, che fa male come una ferita ancora aperta ogni volta che riemerge grazie alle indagini degli inquirenti – accusa il sindaco – ha una matrice politica inequivocabile: l’errore sta alla base. È sbagliato aprire i porti a tutti indiscriminatamente come convintamente i governi Pd e 5Stelle hanno fatto e continuano a fare, ed è altrettanto sbagliato spendere i soldi degli italiani per affidare, senza sufficienti controlli, la gestione di chi arriva clandestinamente sulle nostre coste”.
Al sindaco si aggiunge il suo vice, Nicola Lodi: “Non mi stupisce affatto scoprire l’ennesimo business di una cooperativa sulla gestione dei richiedenti asilo. Mi ero occupato personalmente della situazione oggetto delle indagini e di altre simili a Ferrara, ricevendo in cambio dal Pd, che governava la città, solo offese e improperi”.
“Come responsabile immigrazione della Lega all’epoca dei fatti mi ero recato personalmente in alcuni appartamenti gestiti dalla cooperativa e avevo verificato condizioni pessime che avevo anche documentato con foto e immagini – spiega ancora Lodi -. Ovviamente contro di me che denunciavo una situazione grave si era alzato il coro di chi evidentemente preferiva difendere le cooperative e la mala gestione invece che prendere atto della situazione. I perbenisti del Pd che allora erano alla guida della città attaccarono me invece di intervenire – spiega il vicesindaco -. Purtroppo il tempo ci ha dato ragione: anche a Ferrara c’era chi speculava sulla cosiddetta accoglienza intascando i soldi dei cittadini e tenendo gli immigrati in condizioni igieniche inaccettabili. Queste erano e sono ancora le politiche del Pd sull’immigrazione: accoglienza indiscriminata, pochi controlli e se qualche coop ne approfitta, tutti zitti e fare finta di niente”.
“Anche questa volta la Lega aveva ragione – commenta Davide Bergamini, referente provinciale della Lega -. L’accoglienza indiscriminata porta con se gravi conseguenze e a pagare sono sempre e solo i cittadini. Quando la Lega si batte per chiedere una immigrazione controllata e una gestione organizzata dell’accoglienza è proprio per evitare queste situazioni gravissime delle quali i cittadini dovranno pagare un conto salato”.
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