Cento
12 Febbraio 2021
Un uomo alla sbarra per aver violentato la compagna. Dopo aver confessato davanti al Gip si è rimangiato tutto in dibattimento

Abuso sulla moglie incinta, il tribunale lo condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Minaccia di morte l’ex fidanzata, denunciato 25enne stalker ferrarese

In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

Ha negato tutto a processo dopo aver pienamente confessato in sede di interrogatorio di garanzia. E il tribunale di Ferrara lo ha stangato con una condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione e una lunga lista d’interdizioni, oltre al divieto di avvicinarsi alla vittima.

Imputato di violenza sessuale pluriaggravata nei confronti della moglie è un uomo pakisatano di 36 anni residente nel centese, difeso in giudizio dall’avvocato Filippo Sabbatani.

L’uomo era accusato di aver costretto la moglie, 31 anni, a subire in particolare un rapporto sessuale completo sull’argine del Reno dopo che lei era appena scesa dall’autobus e dopo averla trascinata per un braccio, nonostante le sue proteste e il suo chiaro diniego motivato anche dal fatto che era incinta.

A fronte della prima ammissione davanti al Gip da parte dell’imputato, il processo sembrava destinato a chiudersi molto velocemente, celebrato peraltro allo stato degli atti, con una pena congrua che tenesse conto comunque della collaborazione e della confessione.

Invece nell’udienza dibattimentale di giovedì mattina ha ritrattato tutto, raccontando al collegio (presidente il giudice Piera Tassoni, a latere i giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli) che non era vero niente, che la moglie si era inventata tutto, che il traduttore del tempo aveva riportato cose non vere – rischiando per questo anche di farsi denunciare per calunnia – e che lui era innocente.

Alla fine, a fronte di una richiesta di pena a 8 anni di reclusione avanzata dalla procura, i giudici hanno deciso di essere ancora più severi: 10 anni e 8 mesi di reclusione.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com