Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di nazionalità tunisina morto dopo il tragico incidente stradale avvenuto nella serata di sabato 20 giugno - intorno alle 21.20 - lungo via Copparo
Ra'ed Dawoud resta in carcere a Ferrara. Il Tribunale del Riesame di Genova ha infatti confermato con una nuova ordinanza la misura della custodia cautelare nei confronti del palestinese detenuto nella casa circondariale dell'Arginone
Tragico incidente stradale nella serata di sabato 20 giugno a Ferrara. Intorno alle 21.20, in via Copparo, poco oltre il Centro Spal, due automobili si sono scontrate e una persona ha perso la vita
Paura ma fortunatamente nessuna grave conseguenza nella tarda mattinata di domenica 21 giugno lungo la Strada Adriatica, in località Ripapersico, dove un'autovettura è uscita di strada finendo ribaltata
C’è un fascicolo aperto in procura e assegnato a un magistrato relativo al focolaio Covid-19 verificatosi alla Residenza Paradiso di Ferrara.
L’informazione arriva direttamente dal procuratore capo Andrea Garau che risponde così, per via indiretta, all’ultima lettera inviata da una parente di un ospite della Paradiso proprio a lui, nonché al presidente del Csm.
L’apertura del fascicolo è inquadrabile come un ‘atto dovuto’ proprio per approfondire quanto segnalato nell’esposto. Non risultano, almeno per il momento, nessuna iscrizione nel registro degli indagati.
Nella lettera si sollecita il procuratore a far sapere quando verrà nominato un magistrato “che si occuperà dell’esposto con sequestro penale relativo alla grave situazione Covid della Residenza Paradiso di Ferrara che il 29 dicembre scorso abbiamo inviato, come familiari”.
“La situazione dei nostri anziani genitori sta diventando troppo pesante e disumana – si legge nella missiva -. Adesso, che qualche volta possiamo vederli in videochiamata, è allucinante. Sono non solo provati dalla malattia ma svuotati, incapaci di parlare, gridano, molti non mangiano e si lasciano morire. Siamo impotenti, ma non possiamo più stare a guardare, non ce la facciamo più.
Il 31 dicembre scorso risultavano 94 positivi su 105. Posivi personale e amministrativi. Quasi ogni giorno si cominciano a contare i morti. Non sappiamo se i nostri familiari siano accuditi in modo adeguato. Ci giungono voci allarmanti. Chiediamo, per cortesia, in nome della Giustizia che rappresenta e in nome dei diritti umani, del diritto alla salute e del diritto alla cura dei più fragili, di fare presto”.
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