Mer 13 Gen 2021 - 1904 visite
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Innovazione Unife-Quisisana: il tumore al colon si previene con i nanosensori

Nella casa di cura si sperimenta una nuova e particolare tecnica diagnostica tramite uno speciale ‘naso’ tecnologico

Giulia Zonta, Cesare Malagù, Giorgio Piacentini

Giulia Zonta, Cesare Malagù, Giorgio Piacentini

di Matteo Bellinazzi

“Ricerca e innovazione sono di casa alla Quisisana”. Parole del presidente della casa di cura Giorgio Piacentini, che ha presentato, insieme al professor Cesare Malagù e Giulia Zonta il dispositivo Scent-A1, illustrando la collaborazione tra Quisisana, l’Università di Ferrara e l’azienda Scent per il 2021, già iniziata nell’anno precedente.

“Il progetto – spiega Piacentini – consiste nella predisposizione dell’innovativo dispositivo, Scent-A1, già medicalmente validato, per l’impiego sui pazienti esclusivamente volontari in degenza presso la nostra clinica, per la diagnosi del tumore al colon”.

“Il dispositivo – illustra nel dettaglio Zonta – è in grado di fornire uno screening preventivo non invasivo per il tumore del colon tramite l’odore delle feci. Mediante questa semplice analisi lo strumento identificherà i falsi positivi, ovvero i pazienti con sanguinamento di origine non tumorale, riducendo così il numero di colonscopie non operative. Scent-A1 si basa su una tecnologia innovativa che impiega sensori nanostrutturati di gas come detector di biomarcatori tumorali volatili specifici presenti nelle feci”.

Nel 2020, nonostante gli impedimenti pratici dovuti al Covid-19, è stato realizzato un laboratorio di misura, comprendente Scent-A1, all’interno alla clinica Quisisana. In parallelo sono stati realizzati test strumentali sulla riproducibilità dei sensori di gas, cuore del dispositivo, presso il Laboratorio Sensori di Unife, ma non è stato possibile testare direttamente i pazienti, per impedimenti dovuti alla diffusione del Coronavirus.

Il dispositivo è attualmente in fase di certificazione Ce ed è già stato pubblicato su riviste
specializzate dal respiro internazionale.

Nell’epoca Covid un aspetto sempre più cruciale è la riduzione dei tempi di attesa e dell’afflusso di persone per effettuare test e interventi. Pertanto, una riduzione di pazienti per esami diagnostici, in questo caso specifico la colonscopia, comporterebbe un significativo passo in avanti per il Sistema sanitario nazionale.

L’uso di questo speciale ‘naso’ tecnologico ha collocato Quisisana nel panorama nazionale come la prima realtà medica privata ad utilizzare strumenti alternativi alla colonscopia per diagnosticare
tumori al colon.

“I vantaggi di questo metodo – puntualizza Malagù – è la possibilità di diminuire, almeno di un 80%, il numero dei falsi positivi, identificati tramite il test del sangue occulto, che andrebbero poi a effettuare la colonscopia, aumentando l’afflusso e i tempi di attesa per questo tipo di operazione, garantendo anche un risparmio per il Sistema sanitario”.

 

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