Cronaca
13 Gennaio 2021
Alla sbarra anche il ‘nonno’ acquisito della vittima, il gup dispone una perizia per valutare la capacità d'intendere e volere della giovane

In due a processo per violenze sessuali su una ragazza disabile

di Daniele Oppo | 1 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

Due uomini di 76 e 54 anni, entrambi italiani, sono a processo davanti al gup con l’accusa di aver ripetutamente violentato una ragazza disabile.

Uno di loro, il 76enne, era il suo ‘nonno’ acquisito, padre del compagno della madre e l’avrebbe violentata proprio nell’abitazione in cui vivevano tutti insieme.

I contorni della vicenda sono però molto sfumati, tanto che gli stessi inquirenti non sono riusciti a ricostruire con precisione la scansione temporale degli eventi, avvenuti sicuramente prima del 2018, quando sono stati cristallizzati dopo che la sorella della vittima ne ha raccolto le confessioni e ha raccontato tutto alla madre e poi ai carabinieri.

Le indagini si sono indirizzate inizialmente sul 54enne che ha poi chiamato in correità il ‘nonno’ della ragazza, difeso dall’avvocato Emiliano Macino e che respinge fermamente le accuse. Per entrambi l’accusa è di avere approfittato sessualmente di lei, costringendola con le scuse varie – anche farle vedere dei gatti – a rapporti sessuali.

Durante l’udienza di martedì mattina (12 gennaio) il gup Carlo Negri ha deciso di far valutare primariamente l’effettiva capacità d’intendere della vittima: il 26 gennaio verrà conferito l’incarico al dottore Luciano Finotti.

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